OpenAI ha recentemente introdotto una curiosa e ripetuta restrizione nel sistema di prompt del suo modello Codex CLI, dedicato allo sviluppo assistito da intelligenza artificiale. La direttiva, ora parte delle istruzioni base del nuovo GPT-5.5, recita: "Non parlare mai di goblin, folletti, procioni, troll, orchi, piccioni o altre creature, a meno che non sia assolutamente e inequivocabilmente rilevante per la richiesta dell'utente."

La misura è stata resa pubblica lo scorso fine settimana, quando OpenAI ha pubblicato su GitHub il codice open source aggiornato di Codex CLI. La proibizione compare due volte in un documento di oltre 3.500 parole, accompagnata da altre indicazioni meno insolite, come evitare l’uso di emoji o trattini lunghi senza istruzioni esplicite, o non eseguire comandi distruttivi come git reset --hard senza una richiesta chiara da parte dell’utente.

Curiosamente, le istruzioni di sistema per i modelli precedenti, anch’esse contenute nello stesso file JSON, non includono questo divieto specifico. Questo suggerisce che OpenAI stia cercando di contrastare un problema emerso con il nuovo modello, probabilmente legato a una tendenza del GPT-5.5 a deviare verso argomenti come i goblin anche in conversazioni del tutto scollegate.

Sui social media, alcuni utenti hanno segnalato comportamenti anomali del modello, come la tendenza a introdurre riferimenti a creature fantastiche in discussioni prive di qualsiasi connessione. Sebbene non sia ancora chiaro il motivo di questa peculiarità, la mossa di OpenAI indica un tentativo di migliorare la coerenza e la pertinenza delle risposte generate dal nuovo sistema.

Il provvedimento solleva anche domande su come l’IA gestisca determinati temi e su quali strategie vengano adottate per limitarne le derive. Resta da vedere se questa restrizione sarà sufficiente a risolvere il problema o se OpenAI dovrà intervenire ulteriormente nei prossimi aggiornamenti.