Un documento interno del Pentagono rivela strategie per punire gli alleati NATO che non hanno appoggiato la posizione degli Stati Uniti sulla guerra contro l’Iran. Secondo quanto riportato da Reuters, citando un funzionario governativo statunitense non identificato, tra le opzioni considerate figurano la sospensione della Spagna dall’alleanza militare e la revisione del riconoscimento britannico sulle Isole Falkland.

L’e-mail, circolata ai vertici del Dipartimento della Difesa (DOD), sottolinea che l’accesso alle basi e agli spazi aerei dei paesi membri è considerato un «requisito minimo assoluto» per la NATO. L’amministrazione Trump ha espresso insoddisfazione verso quei paesi che hanno negato agli Stati Uniti il supporto richiesto per l’operazione militare in Iran.

Un funzionario NATO ha tuttavia chiarito a Reuters che lo statuto dell’alleanza non prevede alcuna clausola per la sospensione di un membro. Interpellato sulla vicenda, il portavoce del Pentagono, Kingsley Wilson, ha dichiarato: «Come ha affermato il presidente Trump, nonostante tutto ciò che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati NATO, questi non sono stati al nostro fianco».

Wilson ha aggiunto: «Il Dipartimento della Difesa garantirà al presidente opzioni concrete per assicurare che i nostri alleati non siano più una “tigre di carta”, ma contribuiscano attivamente. Non commenteremo ulteriormente eventuali deliberazioni interne».

Le critiche di Trump alla NATO e le minacce di uscita

La tensione tra Washington e i suoi alleati europei non è una novità. Trump ha più volte criticato la NATO, arrivando a minacciare l’uscita dall’alleanza per motivi apparentemente futili, come il rifiuto di alcuni paesi di cedere la Groenlandia agli Stati Uniti. Recentemente, ha lamentato la mancanza di sostegno per riaprire lo Stretto di Hormuz, definendo la situazione «inaccettabile».

Il 1° aprile, in un’intervista a Reuters, il presidente ha ribadito di essere «assolutamente, senza dubbio» intenzionato a prendere in considerazione l’uscita dalla NATO. Tuttavia, tale decisione richiederebbe l’approvazione del Congresso, e Trump dovrebbe aggirarlo invocando l’autorità presidenziale in politica estera, una mossa che comporterebbe sfide legali.

Inoltre, azioni punitive contro gli alleati potrebbero scatenare reazioni negative sia a livello interno che internazionale. Nonostante ciò, Trump ha dimostrato più volte di non rispettare le alleanze storiche, e in caso di offese percepite, non esita a minacciare di romperle.