Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato la revoca immediata dell'obbligo di vaccinazione antinfluenzale per i militari, definendolo una misura eccessiva e dannosa per le capacità operative delle forze armate.
In una dichiarazione video diffusa martedì mattina, Hegseth ha criticato l'amministrazione Biden per aver imposto restrizioni ai soldati, limitando la loro autonomia medica e la libertà di espressione religiosa. «Sotto il presidente Trump, stiamo cogliendo l'occasione per eliminare mandati assurdi e invasivi che indeboliscono solo le nostre capacità di combattimento», ha affermato. «In questo caso, parliamo anche del vaccino antinfluenzale universale e dell'obbligo che lo accompagna».
Il provvedimento, entrato in vigore immediatamente, ha scatenato polemiche tra i democratici, che ne contestano la tempistica, l'importanza attribuita e il totale disinteresse per la storia dell'influenza nelle forze armate statunitensi.
Durante la Prima guerra mondiale, si stima che circa 45.000 soldati americani siano morti a causa dell'influenza. Nonostante ciò, Hegseth ha scelto di ignorare un vaccino che, secondo gli esperti, rappresenta uno strumento efficace per prevenire la malattia, soprattutto per i militari stanziati in zone ad alto rischio, come i teatri operativi del Medio Oriente.
«Nulla dice più di preparazione militare che soldati malati», ha commentato con ironia la deputata democratica Rosa DeLauro, sottolineando l'incoerenza della decisione.