Il Chief Technology Officer di Paramount, Phil Wiser, ha annunciato la sua uscita dall'azienda dopo sette anni di servizio. La decisione è stata comunicata ai dipendenti venerdì tramite una nota interna, nella quale Wiser ha definito il momento "più difficile del previsto". Il suo addio è previsto per la fine di maggio, nell'ambito di una transizione pianificata.

Nel messaggio di commiato, Wiser ha rivelato i suoi piani futuri, che prevedono il ritorno nel cuore della Silicon Valley, con particolare attenzione alle startup tecnologiche. Dane Glasgow, Chief Product Officer di Paramount, ha sottolineato il ruolo chiave di Wiser nello sviluppo della strategia tecnologica dell'azienda.

Wiser è entrato in Paramount nel 2018, dopo aver guidato progetti tecnologici presso Hearst e Sony. Durante il suo mandato, ha supervisionato importanti trasformazioni, tra cui la fusione Viacom-CBS, il rebranding di Paramount+, la fusione Paramount-Skydance e la gestione dell'emergenza COVID-19.

La sua uscita coincide con una nuova strategia tecnologica guidata dal CEO David Ellison, che punta a rafforzare le capacità digitali e di streaming dell'azienda. Invece di nominare un successore, le sue responsabilità saranno suddivise tra quattro dirigenti: Laksh Nathan (EVP e Chief Information Officer), Jim Harrison (EVP di infrastrutture e tecnologia dei media), Frank Governale (SVP di produzione tecnologica e operazioni) e Carlo Joseph, promosso a Chief Information Security Officer. Tutti risponderanno a Glasgow.

Nel suo messaggio ai colleghi, Wiser ha espresso la sua gratitudine per il lavoro svolto insieme:

«A voi, la mia squadra tecnologica di Paramount, devo dire grazie. Dopo oltre sette anni insieme, ho deciso di lasciare l'azienda. Ma prima di farlo, c'è una cosa che conta più di tutto: grazie.

Grazie per esserci stati ogni giorno, anche quando le condizioni avrebbero spezzato qualsiasi altra squadra. Grazie per le notti insonni e le mattine presto. Per i problemi risolti senza che nessuno li vedesse, e per quelli sistemati in silenzio, tenendo in piedi tutto l'impianto. Grazie per aver mantenuto l'attenzione costante sull'esperienza tecnologica e di servizio, sia per i nostri clienti interni che esterni.

Grazie per ogni riunione di integrazione, ogni migrazione, ogni emergenza notturna risolta all'alba. Per non aver ceduto quando è arrivato il COVID, garantendo sicurezza alle persone e continuità al nostro lavoro. Per aver costruito capacità di cybersecurity moderne e basate sull'IA, proteggendo l'azienda con dedizione. Per aver fatto tutto il necessario per mandare in onda uno spettacolo, consegnare un asset produttivo o rendere un promo memorabile. Per aver trasmesso in streaming eventi live su scala record, dal Super Bowl 2019 a oggi, su infrastrutture che oggi sembrano quasi irriconoscibili.

Grazie per aver ricostruito l'intera catena di fornitura dei media, l'ecosistema ad-tech, le soluzioni di licensing e molto altro, trasformandoli in piattaforme tecnologiche e operative di livello mondiale. Grazie per aver abbracciato l'opportunità dell'IA fin dall'inizio, portando avanti tutti insieme. E soprattutto, grazie per averci regalato un'ultima vittoria insieme: Oracle Fusion, realizzato in soli 15 mesi, un traguardo che pochissime organizzazioni della nostra portata sarebbero riuscite a raggiungere».

Fonte: The Wrap