Le celebrità stanno imparando a proprie spese che esprimere pubblicamente le proprie opinioni su temi delicati come l’intelligenza artificiale può comportare più rischi che benefici. L’ultimo caso riguarda Reese Witherspoon, premio Oscar e protagonista di Walk the Line, che da giorni è al centro di una polemica dopo aver pubblicato e poi difeso un video su Instagram in cui invitava le donne a informarsi sull’AI.

Nel filmato, girato probabilmente nella sua cucina, Witherspoon ha spiegato di essere preoccupata perché, secondo un sondaggio informale condotto durante un incontro del suo Reese’s Book Club, la maggior parte delle partecipanti non utilizzava ancora questa tecnologia. Senza citare fonti precise, ha anche condiviso statistiche secondo cui le donne sarebbero più esposte al rischio di automazione dei posti di lavoro a causa dell’AI.

Il tono del video, a tratti, è sembrato più simile a una promozione indiretta del settore tech che a un messaggio informativo. «La tecnologia, se non la si studia fin dall’inizio, ti sorpassa in un attimo», ha dichiarato l’attrice. «Bisogna imparare poco alla volta per restare al passo». Ha concluso invitando i follower a seguirla in questo percorso di apprendimento. Un appello che, data la sua portata, ha scatenato reazioni immediate: Witherspoon conta 30 milioni di follower su Instagram e il suo club del libro è uno dei più influenti degli Stati Uniti.

Le critiche non si sono fatte attendere. Tra i commenti più diffusi, molti hanno accusato l’attrice di ignorare i problemi legati all’AI, come l’impatto ambientale dei data center, il consumo energetico e i rischi di bias negli algoritmi. Alcuni utenti hanno addirittura sospettato un accordo commerciale non dichiarato. Per rispondere alle accuse, Witherspoon è tornata sull’argomento lunedì, ribadendo di non essere pagata per promuovere l’AI e sottolineando che questa tecnologia è già parte integrante della piattaforma Instagram.

«Nessuno mi paga per parlare di questo argomento», ha chiarito. «Voglio imparare il più possibile per essere preparata di fronte a questa rivoluzione tecnologica».

Il suo errore, probabilmente, è stato sottovalutare quanto polarizzante sia il dibattito sull’AI. Mentre alcuni personaggi pubblici, come Ben Affleck che ha fondato una startup di AI acquistata da Netflix, sembrano cogliere le opportunità del settore, Hollywood rimane scettica. Gli artisti temono che l’automazione di animazioni, avatar e montaggi video possa mettere a rischio molti posti di lavoro e compromettere la creatività. Alcuni arrivano a ipotizzare che i principali laboratori di AI stiano aprendo la strada a una nuova era di autoritarismo.