La Camera dei rappresentanti bloccata da una rivolta repubblicana

La Camera dei rappresentanti è rimasta paralizzata mercoledì mattina da una rivolta interna tra i repubblicani. La camera non è riuscita a superare una votazione procedurale per avviare la discussione su tre provvedimenti chiave: l'estensione a lungo termine della Sezione 702 del FISA, il bilancio agricolo e il pacchetto di riconciliazione di bilancio approvato dal Senato per finanziare ICE e Border Patrol.

Johnson sotto pressione: poche concessioni per convincere i dissidenti

Il presidente della Camera, Mike Johnson (R-La.), sta cercando di far approvare tre misure altamente contestate in una sola settimana prima della pausa recessuale. Tuttavia, un piccolo gruppo di repubblicani ha votato contro la regola procedurale per avviare la discussione su tutti e tre i provvedimenti, mentre altri conservatori continuano a rifiutare il loro appoggio, nonostante giorni di negoziazioni e concessioni last-minute.

Johnson può permettersi di perdere solo pochi voti su provvedimenti di partito. I leader repubblicani hanno unito tutti e tre i provvedimenti in un'unica votazione procedurale, una strategia che sembra essersi ritorta contro, unificando l'opposizione su questioni diverse.

FISA, bilancio agricolo e finanziamenti: le divisioni interne

Le modifiche apportate la scorsa settimana al FISA non sono state sufficienti per convincere i dissidenti, che continuano a chiedere l'inserimento di requisiti di mandato per le intercettazioni. I leader repubblicani hanno accettato di includere un divieto sulle valute digitali delle banche centrali nel FISA per ottenere l'appoggio degli hardliner, ma il leader della maggioranza al Senato, John Thune (R-S.D.), ha definito questa disposizione "morta in partenza" nella sua camera. Il Senato sta lavorando a una propria estensione del programma di poteri di sorveglianza.

Il programma FISA scadrà giovedì sera senza un intervento del Congresso.

L'inclusione delle disposizioni sull'etanolo E15 nel bilancio agricolo ha ulteriormente alienato alcuni repubblicani, complicando il conteggio dei voti.

La Casa Bianca sostiene il Senato: rischio shutdown prolungato

La Casa Bianca si è schierata con il Senato sulla questione dei finanziamenti al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), esortando la Camera a cedere sulla chiusura del governo più lunga della storia e avvertendo che l'amministrazione sta esaurendo i fondi per pagare i dipendenti. Tuttavia, i repubblicani della Camera sono uniti nel rifiutare la fine dello shutdown fino a quando il Senato non approverà un pacchetto di riconciliazione per finanziare ICE e CBP, ritardando ulteriormente l'azione.

Le regole procedurali diventano un'arma contro la leadership

Le votazioni procedurali, che storicamente sono state automatiche per il partito di maggioranza, sono sempre più utilizzate dai repubblicani della Camera per punire la loro stessa leadership, creando crisi ricorrenti per Johnson. I repubblicani hanno ripetutamente affossato le votazioni procedurali — il passaggio che apre la discussione su un provvedimento e che storicamente seguiva linee di partito — per esprimere opposizione alla leadership e ottenere concessioni.

Cosa succederà ora?

I leader repubblicani sono pronti a mantenere aperta la votazione il più a lungo possibile nel tentativo di convincere i dissidenti, una tattica familiare quando la leadership è a corto di voti. La votazione procedurale più lunga nella storia della Camera si è tenuta lo scorso anno.

Le conseguenze della paralisi istituzionale

L'incapacità della Camera di avanzare anche una votazione procedurale sta alimentando la frustrazione all'interno della conferenza repubblicana e tra i repubblicani del Senato, mettendo in dubbio la capacità del partito di portare a termine qualsiasi iniziativa legislativa.

Fonte: Axios