La strategia repubblicana per mantenere il controllo della Camera dei rappresentanti, anche in caso di sconfitta elettorale, sta prendendo forma. Secondo le ultime analisi, i democratici dovrebbero ottenere un vantaggio di circa quattro punti percentuali nel voto popolare nazionale per conquistare una maggioranza risicata. Una soglia che, ironicamente, si avvicina molto al vantaggio che il Collegio Elettorale garantisce ai repubblicani nelle elezioni presidenziali.
Ma le sorprese non finiscono qui. Su UnPopulist, Andy Craig ha delineato uno scenario inquietante: i repubblicani potrebbero addirittura rubare il controllo della Camera anche se i democratici vinceranno le elezioni.
Ecco come:
- In gennaio 2027, i repubblicani potrebbero contestare la validità dell’elezione dei deputati provenienti da distretti a maggioranza minoritaria, sostenendo che questi sono stati disegnati in modo incostituzionale secondo la sentenza Callais.
- Senza questi deputati, i repubblicani otterrebbero una maggioranza e potrebbero eleggere il proprio speaker.
- Il nuovo speaker potrebbe poi rifiutarsi di insediare qualsiasi deputato democratico eletto in elezioni suppletive, come già accaduto con Adelita Grijalva in Arizona, bloccata per sette settimane da Mike Johnson.
Craig definisce questa strategia una versione aggiornata del colpo di mano del 6 gennaio, legalmente discutibile ma potenzialmente vincente. E se qualcuno pensa che sia un’ipotesi remota, basta ricordare cosa è successo quel giorno: tutto è possibile.
Per i democratici in preda al panico, la realtà è questa: i repubblicani potrebbero vincere comunque. Ma c’è un aspetto rassicurante: secondo l’autore, alla fine i democratici avranno comunque la meglio.