Un team di ricercatori ha scoperto che le cellule tumorali utilizzano il glutatione, un potente antiossidante, come principale fonte di energia per crescere e diffondersi. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, getta nuova luce sui meccanismi metabolici dei tumori e potrebbe aprire la strada a terapie innovative.
La ricerca è stata condotta da Isaac Harris e dal suo team presso il Wilmot Cancer Institute dell'Università di Rochester. Fabio Hecht e Marco Zocchi, rispettivamente co-corrispondente e co-primo autore dello studio, hanno guidato il lavoro nel laboratorio di Harris, focalizzato sulla genetica biomedica.
«Le cellule tumorali e quelle sane utilizzano fonti di nutrimento diverse», spiega Harris. «Abbiamo scoperto come le cellule cancerose, in particolare, degradano il glutatione e lo sfruttano come carburante per la loro crescita».
Fino ad ora, la maggior parte degli studi sul glutatione si è concentrata sul suo ruolo protettivo contro i danni cellulari. Tuttavia, questa ricerca dimostra che l'antiossidante può anche alimentare i tumori, rappresentando una scoperta rivoluzionaria.
«Forse è il momento di rivalutare quali sostanze il cancro utilizza come cibo», afferma Harris. «Esistono metaboliti complessi che altri ricercatori stanno studiando e che potrebbero aprire un nuovo capitolo su come le cellule tumorali acquisiscono nutrienti e su come bloccarne l'assorbimento».
Il glutatione: un alleato pericoloso?
Il glutatione è prodotto naturalmente dal corpo, ma viene anche venduto come integratore antiossidante. Nonostante le promesse di benefici per la salute, l'Istituto Nazionale del Cancro statunitense ha più volte sottolineato come alcuni nutrienti e fattori dietetici possano avere effetti ambigui in relazione al cancro.
«È fondamentale comprendere come il cancro riesca a sfruttare sostanze che consideriamo innocue», avverte Harris. «Gli antiossidanti possono essere una spada a doppio taglio: ad esempio, lo scorso anno, la collega Jeevisha Bajaj ha dimostrato che la taurina, un altro antiossidante presente in alimenti, integratori ed energy drink, promuove la crescita delle cellule di leucemia».
Lo studio di Bajaj, anch'esso pubblicato su Nature, ha evidenziato come alcuni integratori possano, inaspettatamente, favorire la progressione tumorale. Una scoperta che rafforza l'importanza di approfondire il legame tra antiossidanti, dieta e cancro.
Dalla dieta alle terapie: le implicazioni della scoperta
In una ricerca precedente, il team di Harris, in collaborazione con Tom Campbell ed Erin Campbell, aveva già dimostrato come una dieta a base vegetale possa ridurre le fonti di nutrimento pro-tumorali nell'organismo. Questo lavoro ha gettato le basi per lo studio attuale, che esplora le complesse interazioni tra antiossidanti, salute e cancro.
Nella ricerca più recente, gli scienziati hanno analizzato campioni di tumore al seno provenienti da pazienti che avevano donato i loro tessuti alla Biobanca di Wilmot. Isolando e studiando il fluido all'interno dei tumori, hanno rilevato un'abbondante presenza di glutatione, confermando che i tumori lo utilizzano attivamente come fonte di energia.
Utilizzando modelli preclinici di cancro al seno, il team ha inoltre dimostrato di poter rallentare la crescita tumorale bloccando la capacità delle cellule cancerose di utilizzare il glutatione. «Questa scoperta potrebbe avere implicazioni più ampie», afferma Harris. «Studi preliminari suggeriscono che molti tumori, non solo quelli al seno, consumano glutatione».
«È un momento entusiasmante per la ricerca sul cancro. Stiamo iniziando a comprendere come i tumori si nutrono e quali strategie possiamo adottare per fermarli».