La SEC mette in discussione le regole climatiche e i report trimestrali
La Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense ha avviato una misura per eliminare definitivamente le norme sui rischi climatici per le società quotate, introdotte durante l'era Biden. Secondo quanto riportato da Bloomberg e confermato da un avviso sul sito governativo, la proposta è stata inviata all'Office of Management and Budget della Casa Bianca il 4 maggio.
La regola del 2024 imponeva alle società quotate di comunicare i rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici, inclusi gli impatti degli eventi meteorologici estremi. Inizialmente, la normativa avrebbe richiesto anche la rendicontazione delle emissioni di Scope 1 (dirette) e Scope 2 (indirette, legate all'energia acquistata), mentre le emissioni di Scope 3 (legate alla catena di fornitura e all'uso dei prodotti) erano già state escluse a seguito di pressioni del settore.
In un'ulteriore mossa, la SEC ha proposto di sostituire i report trimestrali obbligatori con quelli semestrali. Secondo il presidente della SEC, Paul Atkins, questa decisione offrirebbe maggiore flessibilità regolamentare:
«Le società quotate hanno l'obbligo di fornire informazioni rilevanti agli investitori. Tuttavia, la rigidità delle regole della SEC ha limitato la capacità di aziende e investitori di determinare autonomamente la frequenza dei report più adatta alle proprie esigenze».
Un passo verso la decarbonizzazione o un rischio per la trasparenza?
Sebbene presentata come parte di una più ampia spinta deregolamentare, la proposta potrebbe avere effetti positivi sulla lotta ai cambiamenti climatici. Gli ambientalisti hanno a lungo criticato i report trimestrali, che disincentiverebbero gli investimenti in progetti a lungo termine, come quelli legati alla decarbonizzazione, che richiedono più di tre mesi per produrre risultati.
Energia dalle onde: un nuovo impulso grazie ai data center offshore
Sfruttare l'energia delle onde è una sfida complessa, come dimostrano le difficoltà incontrate dai surfisti o la resistenza delle strutture portuali. Nonostante ciò, l'azienda Panthalassa, specializzata in energia ondosa, ha recentemente raccolto 140 milioni di dollari in un round di finanziamento Serie B guidato dal miliardario della Silicon Valley Peter Thiel.
L'energia ondosa è tradizionalmente considerata più rischiosa dell'energia mareomotrice, che già trova applicazione in Francia e altri paesi grazie a turbine che sfruttano i flussi di marea. Tuttavia, l'interesse crescente per i data center offshore, che necessitano di una fonte energetica stabile e pulita, potrebbe accelerare lo sviluppo di questa tecnologia.
Secondo gli esperti, l'abbinamento tra data center e impianti di energia ondosa potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per soddisfare la domanda energetica di strutture ad alta intensità computazionale, riducendo al contempo l'impatto ambientale.