Ted Danson, icona della televisione americana per oltre quarant’anni, ha confessato di aver quasi abbandonato lo schermo dopo il fallimento di "Help Me Help You", cancellata da ABC a metà stagione. In un’intervista al suo podcast "Where Everybody Knows Your Name", l’attore ha spiegato perché ha deciso di dire addio alle sitcom.
«Dopo ‘Cheers’ e ‘Becker’, ho provato un’altra sitcom, ma non ha funzionato. Poi ho pensato: ‘Ho partecipato a questa festa delle sitcom troppo a lungo’. Non mi sentivo più divertente, né mi divertivo più. Ci sono attori che stanno facendo cose fantastiche e divertenti. Ho deciso di smettere»
Durante la conversazione, Danson ha ricordato anche altri momenti chiave della sua carriera, come il suo tentativo di passare al cinema drammatico con ‘Salvate il soldato Ryan’ di Steven Spielberg o la sua partecipazione iniziale a ‘Curb Your Enthusiasm’, che all’epoca gli era sembrata «una schifezza» dopo aver visto la prima puntata.
Il vero ritorno di Danson alla televisione è arrivato con la serie FX ‘Damages’, che lo ha riportato sotto i riflettori. «‘Damages’ mi ha dato quello che cercavo», ha dichiarato. «Era una scrittura brillante, ma soprattutto mi hanno chiamato sul set con pagine appena riscritte del copione. Avevo carta bianca».
L’attore ha anche rivelato un aneddoto curioso: per prepararsi al ruolo del cinico miliardario Arthur Frobisher, gli sceneggiatori Glenn e Todd Kessler gli hanno consigliato di lavorare con un coach di recitazione. Danson, inizialmente scettico, ha accettato e ha scoperto di essere un «attore affidabile», ma con la necessità di sviluppare un approccio più irriverente per personaggi complessi.
«Mi hanno detto: ‘Devi avere un atteggiamento di sfida verso il materiale’», ha spiegato. «Ho capito che dovevo cambiare registro».
Nonostante i successi, Danson ha ammesso di aver temuto di essere «miscast» e di aver dubitato delle sue capacità. Eppure, la sua carriera è proseguita con serie di successo come ‘CSI: Crime Scene Investigation’, ‘The Good Place’ e ora ‘A Man on the Inside’, dimostrando che la sua decisione di abbandonare le sitcom è stata solo un passaggio verso nuove sfide.