Washington — Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è riunito oggi con il suo Consiglio di sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse nei confronti dell'Iran, inclusa la possibilità di riprendere azioni militari. La decisione arriva dopo il fallimento delle trattative diplomatiche di domenica, secondo quanto riferito da tre funzionari statunitensi.

Le trattative, che si trascinavano da dieci giorni, hanno subito una battuta d'arresto quando l'Iran ha respinto la proposta statunitense, definendola un tentativo di «sottomissione ai diktat di Trump». La risposta iraniana, trasmessa dalla televisione di Stato, ha escluso qualsiasi progresso verso un accordo, alimentando le tensioni tra i due paesi.

«Non mi piace. È inappropriata», ha dichiarato Trump in un'intervista ad Axios, commentando la risposta iraniana. Il presidente ha aggiunto che la tregua con l'Iran «è in condizioni critiche».

Durante l'incontro di oggi, Trump ha ribadito la sua posizione: «Ho un piano. L'Iran non può avere armi nucleari». Tuttavia, ha sottolineato come Teheran abbia revocato l'impegno a cedere il proprio stockpile di uranio arricchito, un punto chiave dell'accordo proposto dagli Stati Uniti.

Le opzioni sul tavolo

Secondo funzionari statunitensi, Trump sta valutando diverse azioni per aumentare la pressione sull'Iran e costringerlo a concessioni sul programma nucleare. Tra le possibilità in discussione:

  • Ripresa di «Project Freedom»: un'operazione statunitense per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, sospesa la scorsa settimana.
  • Attacchi aerei mirati: colpire il 25% dei siti identificati dal Pentagono ma ancora non bombardati.
  • Intervento delle forze speciali israeliane: secondo fonti israeliane, il governo di Gerusalemme ha proposto un'operazione per sequestrare lo stockpile di uranio arricchito iraniano. Tuttavia, Trump sarebbe riluttante a ordinare un'azione così rischiosa.

«Sappiamo tutti dove stanno andando le cose», ha dichiarato un funzionario statunitense, confermando che l'opzione militare è seriamente presa in considerazione.

Divisioni interne e prossime mosse

Trump ha descritto la leadership iraniana come divisa tra «moderati e pazzi», sottolineando la complessità della situazione. L'incontro di oggi ha visto la partecipazione del vicepresidente Vance, dell'inviato speciale Steve Witkoff, del segretario di Stato Rubio, del segretario alla Difesa Hegseth e del capo dello stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, oltre ad altri alti funzionari.

Un aspetto chiave per Trump è rappresentato dal viaggio in Cina previsto per questa settimana. Secondo funzionari statunitensi, il presidente non ordinerebbe azioni militari contro l'Iran prima del suo ritorno, previsto per venerdì. Tuttavia, la situazione rimane in rapida evoluzione e le decisioni potrebbero essere prese in tempi brevi.

«La tregua con l'Iran è in condizioni critiche. Dobbiamo agire con fermezza per proteggere la sicurezza nazionale».
— Donald Trump, presidente degli Stati Uniti
Fonte: Axios