La recente uscita di scena di Marty Makary dalla Food and Drug Administration (FDA) rappresenta un ulteriore colpo alla stabilità di un’agenzia già alle prese con profonde turbolenze politiche e organizzative. Dopo appena 13 mesi alla guida dell’ente, la sua partenza non solo rimuove uno dei principali bersagli di polemiche dell’amministrazione Trump, ma lascia anche in sospeso una serie di questioni cruciali per il futuro della sanità pubblica statunitense.
Un’agenzia in bilico tra riforme e instabilità
Il vuoto di leadership alla FDA si inserisce in un contesto già complesso: il Senato, oberato dalla necessità di confermare i nuovi commissari per il CDC e il Surgeon General, fatica a trovare le risorse per nominare un successore di Makary. A ciò si aggiungono le vacanze interne ai vertici di alcuni centri chiave dell’agenzia, come quelli che sovrintendono ai farmaci e ai prodotti biologici.
Tra le principali incertezze c’è la possibilità che un nuovo commissario porti avanti le riforme avviate da Makary, in particolare la semplificazione delle sperimentazioni cliniche e altre azioni regolatorie. Tuttavia, la sua uscita solleva dubbi su quale direzione prenderà l’ente in un momento in cui la fiducia degli investitori e degli operatori sanitari è già messa a dura prova.
Le ragioni della partenza e le reazioni politiche
Secondo fonti vicine all’amministrazione, Makary è stato costretto a lasciare dopo aver ricevuto critiche sia per non aver assecondato alcune priorità del presidente Trump, sia per le decisioni regolatorie imprevedibili che hanno bloccato l’approvazione di farmaci promettenti. Donald Trump ha commentato la sua uscita con un mix di elogi e ambiguità: «Marty è un brav’uomo, ma aveva alcune difficoltà», ha dichiarato ai giornalisti. Su Truth Social, il presidente ha poi aggiunto che Makary «era un lavoratore instancabile, rispettato da tutti, e avrà una brillante carriera in medicina».
La transizione alla guida dell’agenzia sarà temporaneamente affidata a Kyle Diamantas, un avvocato della Florida e amico di Donald Trump Jr., attualmente a capo del centro alimentare della FDA. La sua nomina, secondo alcuni osservatori, potrebbe rappresentare un segnale di continuità con l’approccio dell’amministrazione, ma solleva anche interrogativi sulla capacità di guidare un ente così complesso.
Le voci su possibili successori
Tra i nomi circolati per sostituire Makary figurano figure più moderate e veterani dell’era Trump, come l’ex commissario Stephen Hahn e Brett Giroir, già commissario ad interim in passato. Tuttavia, la scelta di un nuovo leader non sarà semplice: l’agenzia è sotto pressione da parte di diversi interessi, dai lobbisti del vaping ai medici indipendenti, fino ai politici anti-aborto, tutti in cerca di un cambio di rotta.
L’uscita di Makary, secondo l’analista Chris Meekins di Raymond James, potrebbe essere stata accelerata dal suo stile di gestione e dalle scelte di assunzione, che non hanno convinto né l’industria né i suoi stessi collaboratori. La sua gestione è stata segnata da tensioni con la Casa Bianca, in particolare per aver ostacolato la politica pro-vaping di Trump, considerata strategica per attrarre l’elettorato giovanile della base MAGA.
Nonostante le critiche, Makary ha trovato anche sostenitori, tra cui alcuni democratici al Congresso. Il senatore Dick Durbin (D-Ill.) ha dichiarato: «Spero che il dottor Makary ispiri altri all’interno dell’amministrazione Trump a trovare il coraggio di anteporre gli interessi delle famiglie americane alla cieca lealtà verso questo presidente».
John Crowley, CEO della Biotechnology Innovation Organization (BIO), ha sottolineato come Makary abbia ereditato un’agenzia già in crisi a causa dei licenziamenti di massa durante l’era DOGE, per poi presiedere a una serie di cambiamenti di leadership e strategie altalenanti.
Il futuro della FDA tra incertezze e attese
La partenza di Makary lascia la FDA in una fase di transizione incerta, con domande aperte su chi guiderà l’agenzia e quali politiche verranno portate avanti. Mentre l’industria sanitaria attende risposte, l’amministrazione Trump si trova a dover gestire una crisi di leadership che rischia di compromettere la credibilità dell’ente regolatore più importante degli Stati Uniti.
«La FDA non può permettersi ulteriori instabilità. È fondamentale che il Senato agisca rapidamente per nominare un nuovo commissario in grado di garantire continuità e trasparenza», ha dichiarato un portavoce dell’American Medical Association.