La senzienza è oggi uno dei temi più dibattuti, soprattutto dopo lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. Ma come facciamo a capire se un’entità — che sia un insetto, un animale o un’AI — sia davvero senziente?

Secondo il filosofo Jeff Sebo, autore del libro The Moral Circle, la senzienza non è solo la capacità di avere esperienze coscienti, ma anche di attribuire un valore positivo o negativo a queste esperienze. Ad esempio, provare dolore o piacere. Questo aspetto è fondamentale per l’etica, poiché solleva domande su quali entità meritino di essere incluse nel nostro "cerchio morale" — il confine immaginario che delimita chi consideriamo degno di considerazione morale.

Nel corso dei secoli, il nostro cerchio morale si è ampliato, includendo sempre più esseri umani e animali non umani. Tuttavia, rimangono casi limite su cui non c’è ancora consenso. Gli insetti meritano diritti morali? E cosa dire dei futuri sistemi di intelligenza artificiale che potrebbero diventare senzienti?

Come valutare la senzienza: il metodo dei marker

Sebo propone un approccio per valutare la senzienza degli insetti e delle future AI: il metodo dei marker. Questo metodo si basa sull’individuazione di caratteristiche negli animali che, negli esseri umani, sono correlate alla capacità di provare sensazioni. Ad esempio:

  • Comportamentali: Gli animali si prendono cura delle proprie ferite? Rispondono agli analgesici come facciamo noi?
  • Anatomiche: Hanno sistemi per rilevare stimoli dannosi e trasmettere queste informazioni al cervello?

Questo metodo non è perfetto: la presenza di questi marker non prova la senzienza, e la loro assenza non la esclude. Tuttavia, quando diversi marker sono presenti insieme, possono costituire una forte evidenza.

Cosa sappiamo degli insetti

Le ricerche suggeriscono che alcuni insetti possiedono caratteristiche compatibili con la senzienza. Ad esempio:

  • Hanno sistemi per rilevare stimoli dannosi e trasmettere queste informazioni al cervello.
  • Possiedono aree cerebrali deputate all’integrazione delle informazioni e al processo decisionale.
  • Alcuni insetti diventano più sensibili dopo un danno e bilanciano l’evitamento del dolore con il perseguimento di altri obiettivi.
  • Alcuni mostrano comportamenti simili al gioco.

Tuttavia, la nostra comprensione della senzienza negli insetti rimane limitata, anche perché manca ancora una teoria consolidata su questo tema.

Il dilemma etico: insetti vs. intelligenza artificiale

Una delle domande più spinose riguarda il trattamento degli insetti rispetto alle future AI senzienti. È ipocrita preoccuparsi del benessere delle AI mentre uccidiamo insetti senza pensarci? Secondo Sebo, è necessario affrontare queste questioni con coerenza, valutando la senzienza in modo simile per tutte le entità potenzialmente senzienti, indipendentemente dalla loro natura biologica o artificiale.

Per esplorare questo dilemma, Sebo ha sviluppato un esperimento mentale chiamato "la conclusione ributtante". Questo esperimento solleva una domanda provocatoria: se in futuro le AI dovessero dimostrare di essere senzienti, come dovremmo trattarle? E come si confronta questo con il nostro trattamento degli insetti?

Conclusioni: verso un approccio etico più ampio

La discussione sulla senzienza non riguarda solo la scienza o la filosofia, ma anche la nostra responsabilità morale. Sebo sottolinea che, man mano che la tecnologia avanza, dobbiamo essere pronti a ridefinire i confini del nostro cerchio morale. Questo potrebbe significare estendere la considerazione morale anche a entità artificiali, se dimostreranno di essere senzienti.

In attesa di risposte definitive, resta fondamentale continuare a indagare e discutere questi temi con rigore scientifico ed etico.

Fonte: Vox