Il Belgio ferma la dismissione nucleare e nazionalizza i reattori
Il Belgio, uno dei maggiori utilizzatori di energia nucleare al mondo, ha deciso di interrompere la dismissione dei suoi ultimi due reattori e di nazionalizzare l’intero settore. Una svolta decisa dal governo guidato dal primo ministro Bart De Wever, che ha raggiunto un accordo con il gruppo francese Engie per l’acquisizione delle sette centrali nucleari del paese.
In una dichiarazione pubblicata su X, De Wever ha sottolineato che la scelta mira a garantire «energia sicura, accessibile e sostenibile, con minore dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e maggiore controllo sulla fornitura».
La decisione rappresenta una netta inversione di rotta rispetto alla legge del 2003 che prevedeva la chiusura di tutti i reattori entro il 2025. Negli ultimi anni, cinque dei sette impianti commerciali belgi sono già stati spenti, ma ora il governo opta per una strategia opposta, allineandosi a quanto fatto dalla Francia nel 2023 con la nazionalizzazione di Électricité de France (EDF).
L’esempio francese e le mosse del Canada
La Francia, che produce oltre il 70% della sua elettricità tramite l’atomo, ha avviato un piano di espansione del proprio parco nucleare, con un investimento di 117 milioni di dollari in una nuova fabbrica per la produzione di componenti per i reattori EPR2. Anche il Canada sta seguendo questa direzione: il governo ha annunciato lo sviluppo di una nuova strategia nucleare nazionale, focalizzata sulla tecnologia CANDU e sull’estrazione dell’uranio.
Un segnale globale verso il nucleare
La mossa del Belgio si inserisce in un contesto internazionale in cui molti paesi stanno rivalutando il ruolo dell’energia nucleare. Dopo anni di chiusure e moratorie, diversi governi europei e nordamericani stanno tornando a investire nel settore, spinti dalla necessità di garantire stabilità energetica e ridurre le emissioni di CO₂.
In Europa, oltre al Belgio e alla Francia, anche la Polonia e i Paesi Bassi hanno avviato progetti per la costruzione di nuovi reattori. Negli Stati Uniti, invece, l’amministrazione Biden ha recentemente approvato finanziamenti per la costruzione di piccoli reattori modulari (SMR), considerati una soluzione chiave per la transizione energetica.
Questa tendenza riflette un cambio di paradigma: dopo decenni di scetticismo, il nucleare sta tornando al centro delle strategie energetiche globali, soprattutto in risposta alle crisi geopolitiche e ai ritardi nello sviluppo delle energie rinnovabili.
«Il nucleare rappresenta una soluzione affidabile per garantire energia pulita e sicura, soprattutto in un contesto di crescente instabilità geopolitica e climatiche estreme.»
Le sfide del settore nucleare in Europa
Nonostante il ritorno del nucleare, il settore deve affrontare diverse sfide. In Belgio, ad esempio, la decisione di nazionalizzare Engie ha sollevato polemiche tra i sostenitori della transizione energetica verde, che vedono nel provvedimento un passo indietro rispetto agli obiettivi climatici. Tuttavia, il governo ha ribadito che la scelta è necessaria per garantire la sicurezza energetica del paese.
Anche in Francia, la nazionalizzazione di EDF ha generato dibattiti sulla sostenibilità economica del progetto, soprattutto alla luce dei costi elevati associati alla costruzione di nuovi reattori. Nonostante ciò, Parigi continua a puntare sul nucleare come pilastro della sua strategia energetica.
Il futuro dell’energia nucleare in Europa
Secondo gli analisti, il ritorno del nucleare in Europa potrebbe accelerare nei prossimi anni, soprattutto nei paesi che cercano di ridurre la dipendenza dal gas russo. Tuttavia, la strada non sarà priva di ostacoli: la necessità di investimenti massicci, la gestione delle scorie radioattive e la resistenza delle comunità locali rappresentano sfide non trascurabili.
In questo scenario, il Belgio si posiziona come un caso di studio: la sua scelta di nazionalizzare il settore nucleare potrebbe ispirare altri paesi a seguire un percorso simile, soprattutto in un momento in cui la sicurezza energetica è diventata una priorità assoluta.