Prezzi in picchiata: BYD accelera gli sconti, ma il settore automotive cinese non si ferma
Il colosso cinese BYD ha tagliato i prezzi medi dei suoi veicoli del 10% a marzo, intensificando una strategia che sta coinvolgendo anche rivali come Geely e Chery, con sconti fino al 15%. Nonostante gli avvertimenti delle autorità cinesi contro una guerra dei prezzi autodistruttiva, il settore continua a premere sull’acceleratore dei ribassi per contrastare la sovrapproduzione e la domanda in calo.
Le autorità cinesi chiedono di fermare la spirale dei prezzi
Quasi un anno fa, il governo cinese aveva convocato i vertici di oltre una dozzina di case automobilistiche per sollecitarli a porre fine alla guerra dei prezzi prima che degenerasse in una competizione al ribasso senza vincitori. Le autorità hanno definito la situazione come una competizione "involutiva", un termine ripreso dal premier Li Qiang per descrivere un sistema che si autoalimenta in modo controproducente.
Tuttavia, i dati di Bloomberg mostrano che gli sconti di BYD sono passati al 10% a marzo, mentre Geely e Chery mantengono riduzioni intorno al 15%, stabili da dodici mesi. Una tendenza che rischia di aggravare ulteriormente la crisi del settore.
Sovrapproduzione e debiti: il peso dell’eccesso di capacità produttiva
Il problema alla base della crisi è la sovrapproduzione: nel 2023, in Cina sono stati venduti 23 milioni di veicoli, ma gli impianti hanno una capacità produttiva di 55,5 milioni di unità all’anno. Per alleggerire la pressione, molte case automobilistiche locali hanno aumentato le esportazioni di veicoli elettrici, che a marzo sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente.
Parallelamente, le autorità hanno imposto regole più stringenti sui pagamenti ai fornitori, costringendo le aziende a onorare le fatture in tempi più rapidi. Questo ha aumentato l’onere finanziario per i produttori, portando il rapporto debito/equity di BYD al 25%.
«Sembra un vantaggio per i consumatori, ma non lo è. Le case automobilistiche stanno perdendo denaro e questo danneggia l’intero sistema»
Le conseguenze per il mercato e i consumatori
La guerra dei prezzi sta mettendo a dura prova la stabilità finanziaria delle aziende, con rischi di collasso per molti marchi minori. Secondo alcune stime, decine di produttori di veicoli elettrici cinesi potrebbero fallire nei prossimi dodici mesi, aggravando ulteriormente la situazione di un settore già in affanno.
Per i consumatori, invece, gli sconti potrebbero sembrare una manna dal cielo, ma la realtà è che molte aziende stanno operando in perdita, con conseguenze a lungo termine sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità del mercato.