I repubblicani cambiano le regole dell'inchiesta su Epstein
La Commissione Oversight della Camera, guidata dal repubblicano James Comer, è finita nel mirino dei democratici per aver trasformato l'inchiesta su Jeffrey Epstein in una serie di incontri informali, definiti "roundtable", privi di regole e senza possibilità di emettere subpoena.
In una nota diffusa tra i parlamentari democratici, Comer viene accusato di evitare le udienze ufficiali per impedire l'approvazione di misure bipartisan di trasparenza. Secondo il documento, questi incontri somigliano a udienze regolari, ma non prevedono la testimonianza sotto giuramento, lasciando spazio a dichiarazioni non vincolanti.
«I repubblicani stanno abbandonando trasparenza, regole e responsabilità. Invece di tenere udienze vere, scelgono forum progettati per evitare il controllo perché perdono quando i fatti sono sul tavolo».
Le accuse dei democratici
Il memo democratico sottolinea che la decisione di Comer rappresenta una svolta senza precedenti nella storia recente del Congresso. I repubblicani avrebbero sospeso le udienze tradizionali per bloccare le richieste di subpoena bipartisan, limitando così la capacità del Congresso di far emergere la verità e chiedere conto ai potenti.
«Questa mossa nega ai membri del Congresso i loro diritti fondamentali», si legge nel documento. «L'oversight richiede trasparenza e regole, ma i repubblicani stanno abbandonando entrambi».
Le figure coinvolte nei documenti di Epstein
Negli ultimi mesi, milioni di documenti legati a Epstein sono stati resi pubblici, rivelando i nomi di diversi personaggi di rilievo accusati di aver avuto rapporti con il finanziere. Tra questi:
- Les Wexner, cofondatore di Bath & Body Works;
- Leon Black, finanziere statunitense;
- Principe Andrea d'Inghilterra, accusato di abusi;
- Donald Trump, citato oltre 38.000 volte nei documenti.
Trump emerge come la figura più menzionata nei file, con oltre 5.300 riferimenti. Tra le accuse, spicca quella di una vittima che lo avrebbe accusato di aver tentato di costringere una ragazza tra i 13 e i 15 anni a praticargli sesso orale, per poi colpirla alla testa dopo che lei gli avrebbe morso il pene.
Le reazioni e le implicazioni
I democratici sostengono che la strategia di Comer sia un tentativo di insabbiare lo scandalo, impedendo l'emersione di prove e testimonianze chiave. La mossa, secondo loro, mira a proteggere gli interessi di figure potenti piuttosto che a fare luce sulla verità.
La vicenda solleva interrogativi sulla credibilità dell'inchiesta e sulla capacità del Congresso di svolgere il proprio ruolo di controllo. Mentre i repubblicani difendono la scelta come un modo per accelerare i lavori, i democratici la bollano come un tentativo di svuotare l'indagine dei suoi contenuti più rilevanti.