Un congressista statunitense solleva preoccupazioni sulla fusione Paramount-Warner Bros.
Il deputato democratico Sam Liccardo ha scritto al presidente della Federal Communications Commission (FCC), Brendan Carr, chiedendo di respingere la richiesta di Paramount Skydance di consentire a tre fondi sovrani del Medio Oriente e ad altri investitori stranieri di acquisire il 49,5% delle azioni della società a seguito della fusione con Warner Bros. Discovery.
Secondo Liccardo, Arabia Saudita, Abu Dhabi e Qatar acquisirebbero complessivamente una partecipazione non votante del 38,5%, superando la soglia del 25% imposta dalla FCC per la proprietà estera. Altri investitori stranieri includono partner limitati "passivi" in fondi gestiti da RedBird Capital Partners.
Le argomentazioni di Paramount e la risposta del congressista
Paramount ha sostenuto che l'operazione non comporterebbe un trasferimento di controllo e che la famiglia Ellison e RedBird Capital Partners manterrebbero la quota azionaria più rilevante. Tuttavia, Liccardo ha sottolineato che la distinzione tra azioni votanti e non votanti non risolve il problema.
«Paramount definisce questo accordo come un investimento estero passivo. Ma non può ingannare l'opinione pubblica americana», ha dichiarato Liccardo. «La portata della loro partecipazione va ben oltre una semplice influenza; la dipendenza finanziaria della società la rende soggetta ai suoi principali azionisti. La Commissione non deve permettere che una scappatoia legale lavi ciò che, in sostanza, rappresenta una cessione dei media e delle infrastrutture americane nelle mani di regimi autoritari stranieri».
Le implicazioni per il mercato dei media statunitensi
La fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, già oggetto di valutazioni antitrust, solleva ulteriori preoccupazioni sulla concentrazione del potere mediatico e sulla sicurezza nazionale. L'acquisizione di quote rilevanti da parte di fondi sovrani stranieri potrebbe avere ripercussioni sulla libertà editoriale e sulla gestione delle piattaforme di distribuzione.
La FCC dovrà ora valutare se concedere o meno l'approvazione, bilanciando gli interessi economici con le preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza nazionale.