Washington — Il Congresso statunitense ha nuovamente rinviato una decisione definitiva sulla riforma della sorveglianza, prorogando per soli 45 giorni il controverso articolo 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA). La misura, approvata mercoledì sera alla Camera con modifiche minime, estende temporaneamente i poteri di sorveglianza senza includere l’obbligo di mandato giudiziario, una delle richieste più discusse.
La proroga, inizialmente prevista per due settimane, è stata estesa a sei settimane per consentire ulteriori negoziati tra le camere. Tuttavia, secondo gli osservatori, il dibattito futuro non lascia presagire cambiamenti significativi: "Se le ultime settimane sono un’indicazione, ci aspetta un percorso accidentato", ha dichiarato un analista politico.
Tra le poche modifiche approvate, spicca una disposizione che vietava alla Federal Reserve di emettere valute digitali di una banca centrale. Una scelta che, secondo il leader della maggioranza al Senato John Thune (R-SD), risponde a preoccupazioni di natura economica piuttosto che di privacy. "Non ha nulla a che vedere con la sorveglianza", ha sottolineato Thune, minimizzando l’impatto della misura.
La decisione arriva in un clima di crescente tensione tra sostenitori della privacy e agenzie di intelligence. Gruppi come l’ACLU e Electronic Frontier Foundation hanno ripetutamente denunciato l’articolo 702 per la sua mancanza di trasparenza e i rischi di abusi. "Questa proroga è un ennesimo esempio di come il Congresso preferisca evitare scelte difficili", ha dichiarato un portavoce dell’ACLU.
Nonostante le critiche, la Casa Bianca ha ribadito il proprio sostegno all’estensione, definendola "necessaria per la sicurezza nazionale". Tuttavia, la mancanza di una riforma strutturale solleva dubbi sulla capacità del legislatore di affrontare in modo efficace le questioni legate alla sorveglianza di massa.