Un data center Amazon costretto al blackout per il caldo
Un impianto di Amazon Web Services (AWS) in Virginia settentrionale ha subito un surriscaldamento così intenso da costringere al suo spegnimento temporaneo. Secondo quanto riportato da The Next Web, gli ingegneri AWS hanno dovuto ridurre le prestazioni dei servizi e reindirizzare il traffico dei clienti verso altre strutture, colpendo realtà come Coinbase, che ha subito un "prolungato disservizio dei servizi di trading principali".
Il problema persiste nonostante le soluzioni
Venerdì mattina, la situazione non era ancora risolta. Amazon non ha fornito stime sulla tempistica di ripristino, limitandosi a dichiarare: "Stiamo lavorando attivamente per aumentare la capacità dei sistemi di raffreddamento, il che ci permetterà di recuperare l’hardware ancora interessato dalla zona colpita".
Sebbene il problema fosse stato ufficialmente risolto alle 11:30 di venerdì, un "problema in corso" nella stessa regione della Virginia settentrionale ha continuato a causare timeout su alcuni servizi AWS anche oltre un’ora dopo.
Un fenomeno raro, ma con implicazioni pesanti
Come sottolineato da Daniel Mewton, esperto di infrastrutture energetiche e partner dello studio legale Slaughter and May, i blackout completi dei data center sono "estremamente rari", e i guasti ai sistemi di raffreddamento sono ancora più insoliti. "A volte è necessario garantire un uptime superiore al 99,99%", ha dichiarato l’esperto all’agenzia Reuters.
Il paradosso ambientale dei data center
L’incidente assume un’ironia ancora più marcata se si considera l’impronta carbonica dei data center, che contribuiscono già allo 0,5% delle emissioni globali di CO₂. Secondo uno studio della Cornell University, con la crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale, le emissioni di questi impianti potrebbero raggiungere tra i 24 e i 44 milioni di tonnellate di CO₂ entro il 2030, un impatto paragonabile all’aggiunta di 5-10 milioni di auto sulle strade statunitensi.
Alcune ricerche, tra cui uno studio controverso, hanno persino evidenziato come i data center possano innalzare le temperature nelle aree circostanti per diversi chilometri. Un circolo vizioso: questi impianti si surriscaldano perché il pianeta si riscalda a causa dell’energia necessaria per mantenerli in funzione.
"I data center si stanno spegnendo perché troppo caldi, mentre l’energia che consumano contribuisce a riscaldare ulteriormente l’ambiente che li circonda."
Le conseguenze e le domande aperte
Oltre ai disagi immediati per gli utenti, l’incidente solleva interrogativi sulla sostenibilità di un modello che, per funzionare, richiede un consumo energetico sempre maggiore. Secondo gli attivisti, le aziende tecnologiche stanno adottando tattiche subdole per costruire nuovi data center su terreni indigeni, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale e sociale.
Per approfondire: Tech Companies Are Using Insidious Tactics to Build Data Centers on Indigenous Lands, Activists Say