Le aziende Deloitte e Zoom stanno riducendo alcuni dei benefit più apprezzati dai dipendenti a partire dal prossimo anno. Secondo quanto riportato da Business Insider, Zoom limiterà il congedo parentale da 22-24 settimane a 18 settimane, mentre i genitori non partorienti passeranno da 16 a 10 settimane. Deloitte, invece, taglierà permessi retribuiti, piani pensionistici e finanziamenti per la fecondazione assistita, colpendo soprattutto i dipendenti in ruoli di supporto come amministrazione, IT e finanza.

Gli esperti temono che queste decisioni possano aprire la strada a una tendenza pericolosa per il mercato del lavoro. Laszlo Bock, ex responsabile delle risorse umane di Google, ha dichiarato a Business Insider che tali scelte «legittimano azioni simili per altre aziende».

Le reazioni dei dipendenti non si sono fatte attendere: alcuni professionisti su LinkedIn hanno minacciato di boicottare le due società, mentre altri hanno espresso preoccupazione per l’impatto negativo sulle donne sul posto di lavoro.

Nonostante il malcontento diffuso, gli esperti ritengono che i dipendenti potrebbero non avere strumenti efficaci per opporsi a queste riduzioni. Secondo lo studio MetLife su 2.550 dipendenti a tempo pieno statunitensi, il 35% dei lavoratori rimane nel proprio impiego perché il mercato del lavoro attuale appare troppo rischioso. Tra i benefit più apprezzati figurano permessi retribuiti, assistenza per disabilità e congedo parentale retribuito.

In un contesto di mercato del lavoro stagnante, con crescenti aspettative di performance e l’introduzione dell’IA nei processi lavorativi, i dipendenti si trovano di fronte a una scelta difficile: accettare tagli ai benefit o rischiare di non trovare un’alternativa altrettanto sicura. A lungo termine, queste riduzioni potrebbero compromettere la produttività e la fedeltà dei dipendenti.

Tuttavia, alcuni analisti del settore ritengono che i tagli ai benefit possano essere una strategia per evitare licenziamenti di massa. Josh Bersin, analista e consulente HR, ha spiegato a Business Insider: «Se le aziende ritengono di poter migliorare la redditività eliminando alcuni benefit, lo faranno. È sicuramente preferibile ai licenziamenti».

Con manager esausti e tensioni legate alle politiche sull’IA, il clima aziendale è già teso. L’aggiunta di tagli ai benefit potrebbe ulteriormente minare la lealtà e le prestazioni dei dipendenti, rendendo ancora più incerta la situazione nei luoghi di lavoro.