Mercoledì scorso, migliaia di appassionati, blogger di parchi a tema e creator di YouTube si sono riversati nella sezione dedicata a Star Wars di Disneyland, attirati dalla più grande modifica apportata all’area negli ultimi sette anni. Star Wars: Galaxy’s Edge, il land tematico, è stato completamente rivisto: ora include personaggi storici come Luke Skywalker e Han Solo, cancellando di fatto la timeline originale e le ambizioni immersive che avevano guidato la sua creazione.
Questa decisione rappresenta un riconoscimento implicito del fallimento dell’approccio iniziale di Disney. L’azienda aveva puntato su un’esperienza profondamente immersiva, incentrata su personaggi più recenti, ma i visitatori non hanno risposto come previsto. Ora, con l’imminente uscita di The Mandalorian and Grogu — il primo nuovo film di Star Wars dopo sette anni — Disney ha scelto di ripiegare su ciò che funziona: i classici. Il risultato è una revisione radicale, che elimina quasi del tutto i collegamenti con la trilogia sequel, quella che nel 2010 aveva cercato di rilanciare il franchise con risultati altalenanti.
Un cambiamento epocale per Disney e Lucasfilm
Questa mossa si inserisce in un periodo di grandi trasformazioni per la compagnia. Con Josh D’Amaro alla guida di Disney e Dave Filoni e Lynwen Brennan ai vertici di Lucasfilm, l’intero universo Star Wars è in fermento. Anche il parco tematico non sfugge a questa ondata di cambiamenti, soprattutto dopo che Lucasfilm ha faticato a trovare una direzione chiara per il franchise.
Il 2019 ha segnato un punto di svolta negativo con L’ascesa di Skywalker, stroncato dalla critica. Da allora, l’azienda ha provato diverse strade: ha sviluppato e poi abbandonato progetti di nuovi film, incluso un lungometraggio su Kylo Ren che avrebbe dovuto essere diretto da Steven Soderbergh e interpretato da Adam Driver. Ora, Galaxy’s Edge si ritrova a essere un puzzle di timeline confuse.
Le nuove aree di Galaxy’s Edge: tra passato e presente
La riorganizzazione del land ha diviso l’area in tre sezioni distinte, ognuna con una collocazione temporale diversa:
- La Millennium Falcon: Smuggler’s Run, Oga’s Cantina e i negozi ora si trovano nella timeline della trilogia originale, quella iniziata nel 1977 con Star Wars.
- Star Wars: Rise of the Resistance rimane ancorato alla trilogia sequel.
- Il mercato centrale è ambientato nel periodo della Nuova Repubblica, subito dopo gli eventi della trilogia originale. Qui, i visitatori potrebbero incontrare Il Mandaloriano e Grogu, o persino Ahsoka Tano.
Il risultato è un’esperienza frammentata, che rischia di disorientare i fan più fedeli. Come ha dichiarato Asa Kalama, executive di Creative Interactive Experiences presso Walt Disney Imagineering e uno dei progettisti originali di Galaxy’s Edge:
«Una delle grandi qualità dell’universo Star Wars e del suo canone è la sua vastità e capacità di evolversi costantemente».Le sue parole, pronunciate a gennaio, lasciavano già presagire i cambiamenti in arrivo.
Lo scorso mese, Disney ha fornito ulteriori dettagli, annunciando che la nuova iniziativa «porterà indietro nel tempo di diversi decenni, introducendo con attenzione personaggi amati provenienti da tutto il canone di Star Wars, nuovi oggetti di scena e grafiche in alcune aree».
Un tentativo disperato di salvare il franchise?
La domanda ora è: questa correzione affrettata, con l’introduzione di icone come Darth Vader e la Principessa Leia, sarà sufficiente a riaccendere l’entusiasmo dei fan? Dopo anni di alti e bassi, Disney sembra aver capito che il passato vende più del futuro incerto. Tuttavia, il rischio è quello di alienare ulteriormente un pubblico già frammentato, abituato a un universo in continua evoluzione.
Resta da vedere se questa mossa strategica porterà i risultati sperati o se, ancora una volta, Star Wars dimostrerà di essere un franchise difficile da domare.