Una nuova ricerca suggerisce che i farmaci GLP-1, comunemente prescritti per il diabete di tipo 2 e la perdita di peso, potrebbero offrire benefici anche per la salute mentale. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry, questi farmaci potrebbero ridurre il rischio di peggioramento di ansia e depressione nei pazienti che ne fanno uso.

I risultati dello studio svedese

La ricerca, condotta su un campione di 95.490 pazienti svedesi diagnosticati con ansia, depressione o entrambe le condizioni, ha analizzato i dati sanitari raccolti tra il 2009 e il 2022. Gli studiosi si sono concentrati su una classe di farmaci chiamati agonisti del recettore GLP-1, tra cui semaglutide (Wegovy, Ozempic, Rybelsus), liraglutide (Saxenda), exenatide (Byetta, Bydureon BCise) e dulaglutide (Trulicity).

Questi medicinali agiscono regolando i livelli di zucchero nel sangue e riducendo l’appetito, mimando l’azione dell’ormone GLP-1 prodotto naturalmente dall’organismo. Lo studio ha confrontato i periodi in cui i pazienti assumevano questi farmaci con quelli in cui non li assumevano, utilizzando un approccio chiamato "within-individual design". Questo metodo, che considera ogni paziente come proprio controllo, ha permesso di ridurre l’influenza di variabili come età, genere o condizioni generali di salute.

I dati raccolti

Le informazioni sono state estratte da registri sanitari nazionali, inclusi ricoveri ospedalieri, congedi per malattia e registri delle morti. Gli esiti principali includevano:

  • Ricoveri psichiatrici;
  • Congedi per malattia di natura psichiatrica prolungati;
  • Ricoveri per autolesionismo;
  • Morti per suicidio.

Gli esiti secondari hanno invece valutato separatamente il peggioramento di depressione o ansia, i disturbi da uso di sostanze e gli episodi di autolesionismo. I ricercatori hanno anche confrontato gli agonisti del recettore GLP-1 con altri farmaci per il diabete di seconda linea, come empagliflozin (Jardiance), dapagliflozin (Farxiga) e sitagliptin (Januvia), per valutare l’impatto sulla salute mentale.

I farmaci GLP-1 riducono il rischio di peggioramento dei disturbi mentali

Durante un follow-up medio di 5,2 anni, circa il 23,5% dei partecipanti ha utilizzato agonisti del recettore GLP-1, con semaglutide e liraglutide tra i più diffusi. I risultati hanno mostrato una riduzione significativa del rischio di peggioramento dei sintomi di ansia e depressione nei pazienti che assumevano questi farmaci rispetto ai periodi in cui non li assumevano.

Inoltre, i pazienti in terapia con GLP-1 hanno registrato un minor numero di ricoveri psichiatrici, congedi per malattia di natura psichiatrica e episodi di autolesionismo. Gli esperti ipotizzano che questi effetti potrebbero essere legati alla capacità dei farmaci di modulare la segnalazione della dopamina e ridurre l’infiammazione cerebrale, meccanismi che potrebbero influenzare positivamente l’umore e il benessere mentale.

Limiti e prospettive future

Nonostante i risultati promettenti, i ricercatori sottolineano che è ancora troppo presto per raccomandare gli agonisti del recettore GLP-1 come trattamento primario per i disturbi mentali. Sono necessari ulteriori studi clinici per confermare questi effetti e comprendere appieno i meccanismi alla base di tali benefici.

Attualmente, i farmaci GLP-1 sono approvati principalmente per il trattamento del diabete di tipo 2 e, in alcuni casi, per la gestione del peso. Tuttavia, questa ricerca apre nuove prospettive per un loro utilizzo anche in ambito psichiatrico, soprattutto per i pazienti che soffrono di entrambe le condizioni.

«Questi risultati suggeriscono che i farmaci GLP-1 potrebbero avere un impatto positivo sulla salute mentale, oltre ai benefici metabolici già noti. Tuttavia, servono ulteriori ricerche per validare queste osservazioni e comprendere appieno i meccanismi coinvolti», ha dichiarato uno degli autori dello studio.