I CEO di tutto il mondo si trovano a dover affrontare una decisione critica in un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale: possono scegliere di abbracciare questa tecnologia e licenziare parte del personale, oppure mantenere i dipendenti ma spingerli a lavorare di più grazie all'IA. Secondo un recente report del Wall Street Journal, questa sembra essere la scelta che molti leader aziendali stanno prendendo, spinti dalla paura di restare indietro rispetto alla concorrenza.

Le due opzioni dei CEO: licenziare o sfruttare l'IA per aumentare la produttività

Gustav Söderström, co-CEO di Spotify, ha recentemente dichiarato durante una chiamata sugli utili che le aziende possono affrontare l'IA in due modi: "tradurre direttamente l'IA in risparmi sui costi e riduzione del personale" oppure "mantenere lo stesso numero di dipendenti, ma far loro produrre di più". La strategia adottata da Spotify è la seconda: "Manteniamo il nostro organico stabile, ma aumentiamo la quantità di valore che offriamo ai consumatori", ha affermato Söderström.

Molte altre aziende, tuttavia, hanno optato per la prima soluzione. Block, la società fintech di Jack Dorsey, ha annunciato il licenziamento di 4.000 dipendenti, pari al 40% della forza lavoro globale, citando i guadagni di efficienza derivanti dall'IA. Atlassian ha ridotto il personale di 1.600 unità, mentre Coinbase ha annunciato un taglio del 14% dei suoi dipendenti, sostenendo che l'IA permetterà ai rimanenti di essere più produttivi. "Negli ultimi mesi, ho visto ingegneri utilizzare l'IA per completare in pochi giorni progetti che prima richiedevano settimane", ha scritto il CEO Brian Armstrong ai suoi dipendenti.

L'IA alla base di oltre 54.000 licenziamenti nel 2023

Secondo un sondaggio citato dal Wall Street Journal, l'IA è stata menzionata in oltre 54.000 annunci di licenziamenti solo nel 2023. Un trend che non sembra destinato a fermarsi, soprattutto perché molte aziende stanno sfruttando le nuove capacità dei modelli di IA per automatizzare la produzione di codice. Una recente indagine di Gartner ha rilevato che l'80% delle aziende che utilizzano agenti di IA e strumenti autonomi stanno riducendo il personale.

I rischi dell'IA: burnout e produttività non sempre crescente

Tuttavia, costringere i dipendenti a utilizzare l'IA per fare di più non è una soluzione semplice come sembra. Studi recenti suggeriscono che l'IA sta intensificando il carico di lavoro, portando i dipendenti verso il burnout e causando quello che viene definito "brain fry", ovvero un eccessivo multitasking che riduce la produttività. Una ricerca del MIT ha rilevato che la maggior parte delle aziende non ha registrato un aumento dei ricavi dopo l'adozione dell'IA, mettendo in dubbio il ritorno sull'investimento di questa tecnologia.

Inoltre, è difficile stabilire quanto di questi licenziamenti sia direttamente attribuibile all'IA e quanto sia invece legato ad altre tendenze economiche. Come ha sottolineato un analista, "non sappiamo ancora quale sia la dimensione ottimale del personale in un contesto di IA".

"L'IA non è una soluzione magica. Può aumentare l'efficienza, ma non sempre porta a una crescita reale dei ricavi o a una maggiore soddisfazione dei dipendenti."

— Analista anonimo, citato dal Wall Street Journal

Le sfide future per le aziende

Nonostante le incertezze, molte aziende continuano a investire in IA, spinte dalla convinzione che questa tecnologia sia indispensabile per rimanere competitive. Tuttavia, il rischio di un uso eccessivo o improprio dell'IA potrebbe portare a conseguenze negative sia per i dipendenti che per le organizzazioni nel lungo periodo.

Fonte: Futurism