La fusione tra NFL Network ed ESPN (ribattezzata informalmente ESPNFL) ha trovato la sua prima risposta ufficiale. Ian Rapoport, uno dei volti più noti dell’analisi NFL, sta per firmare un accordo quadriennale con la rete sportiva di proprietà di Disney.

La notizia, anticipata da Ryan Glasspiegel di Front Office Sports, conferma che Rapoport è il primo dipendente di NFL Network a siglare un nuovo contratto con ESPN dopo la recente acquisizione dei diritti da parte del colosso mediatico.

Secondo fonti vicine alla trattativa, il contratto prevede una durata di quattro anni. La fusione tra le due reti, avvenuta in seguito all’accordo che ha visto la NFL ottenere il 10% di ESPN in cambio della cessione di asset come NFL Network, ha trasferito sotto la gestione ESPN tutti i dipendenti della rete sportiva, ma solo in base ai contratti in essere. Al termine di questi ultimi, i dipendenti avrebbero dovuto negoziare nuove condizioni direttamente con la nuova proprietà.

Con questo accordo, Rapoport e Adam Schefter, storico volto di ESPN, passano da rivali a colleghi. La notizia assume un valore ancora maggiore alla luce di un precedente report di Front Office Sports, che aveva ipotizzato Rapoport come possibile successore di Schefter. Tuttavia, la stessa ESPN ha smentito questa ipotesi, e Schefter ha più volte ribadito di non avere intenzione di lasciare la rete.

Il futuro di Rapoport all’interno di ESPNFL dipenderà in larga parte da come la nuova proprietà deciderà di integrare, o meno, NFL Network. Se la rete dovesse mantenere una sua autonomia editoriale e produttiva, con contenuti originali distinti, Rapoport potrebbe continuare a lavorare in NFL Network. Al contrario, se le trasmissioni pre-partita di ESPN e NFL Network venissero fuse, la situazione potrebbe complicarsi.

La scelta di ESPN di trattenere Rapoport, nonostante la sua figura sia in parte sovrapponibile a quella di Schefter, suggerisce che la rete intende mantenere una copertura diversificata. Una strategia che, almeno per i prossimi quattro anni, sembra escludere tagli o razionalizzazioni dei costi.