Due delle isole più remote e inaccessibili del pianeta, Tristan da Cunha e Pitcairn, sono state recentemente colpite da casi di hantavirus, una malattia rara e potenzialmente letale. Le autorità britanniche hanno dovuto ricorrere a soluzioni straordinarie per garantire assistenza medica.

Un intervento inaspettato: medici paracadutati su Tristan da Cunha

L’isola di Tristan da Cunha, con i suoi 224 abitanti, non ha aeroporti né porti attrezzati per navi di grandi dimensioni. Il viaggio verso la terraferma più vicina richiede almeno una settimana di navigazione su piccole imbarcazioni. Per questo motivo, quando è stato segnalato un caso urgente di hantavirus, i medici sono dovuti arrivare in modo altrettanto straordinario: paracadutandosi.

Sabato scorso, la Brigata 16 Air Assault del British Army ha organizzato il primo lancio di un team medico paracadutato sull’isola. A bordo dell’aereo, oltre ai medicinali necessari, c’erano un medico, un’infermiera e un reparto di paracadutisti decollati dalla base RAF di Brize Norton, vicino a Oxford. Dopo uno scalo all’isola di Ascensione, il velivolo ha percorso oltre 2.000 miglia verso sud, raggiungendo Tristan da Cunha, uno dei pochi territori d’oltremare britannici ancora abitati.

Il paziente tristaniano aveva viaggiato sulla MV Hondius, la nave da crociera al centro di un focolaio di hantavirus. Questa malattia, solitamente trasmessa da roditori, può diventare pericolosa se contratta dagli esseri umani, anche se la trasmissione interumana è rara.

Pitcairn, l’isola inaccessibile dove un caso di hantavirus è stato bloccato

Anche Pitcairn, con i suoi 35 abitanti, è una delle isole più isolate al mondo. Raggiungibile solo dopo 32 ore di navigazione da Mangareva, nell’arcipelago della Polinesia francese, è diventata un altro punto critico dell’epidemia. Una donna statunitense, esposta all’hantavirus dopo aver viaggiato sulla MV Hondius, è riuscita a raggiungere l’isola nonostante le misure di contenimento.

Secondo le autorità francesi, la donna non presenta sintomi, ma è stata isolata su Pitcairn fino a quando non sarà confermato che non rappresenta un rischio per la popolazione locale. Data la frequenza del collegamento marittimo (solo una volta a settimana), la sua permanenza forzata sull’isola non dovrebbe essere un problema.

Un paradosso storico: isolamento e globalizzazione

La situazione è paradossale: due isole abitate da comunità che hanno sempre cercato di mantenere una distanza dal resto del mondo sono state tra le prime a essere colpite da un’epidemia globale. Eppure, la loro stessa esistenza è legata alla storia del commercio internazionale.

Pitcairn, ad esempio, fu colonizzata dai ribelli della HMS Bounty e dalle loro mogli polinesiane. Nel 1789, l’equipaggio della nave, dopo mesi trascorsi a Tahiti, si ribellò contro il capitano e si insediò sull’isola disabitata. Solo in seguito, Pitcairn divenne una meta per missionari e turisti in cerca dei confini più estremi della Terra. Probabilmente, la donna della MV Hondius ha scelto di fuggire proprio lì dopo la crociera atlantica.

L’isolamento di Pitcairn, però, ha anche un lato oscuro. Nel 2004, un tribunale speciale ha condannato un terzo della popolazione maschile per abusi sessuali. Tristan da Cunha, invece, ha una storia meno turbolenta: fu insediata nel 1810 da Jonathan Lambert, un eccentrico marinaio statunitense che si autoproclamò sovrano dell’isola.

Fonte: Reason