Lanciare la prima palla in una partita di baseball è una sfida che molti atleti professionisti, soprattutto quelli che utilizzano le braccia come strumento principale, preferirebbero evitare. Ieri sera, il quarterback dei Miami Dolphins Malik Willis ha imparato questa lezione sulla propria pelle prima dell’incontro tra Phillies e Marlins a Miami.

Se Willis avesse salito il monte di lancio, eseguendo un gesto fluido e preciso come quelli che caratterizzano i quarterback della NFL, nessuno avrebbe notato nulla. Per un giocatore di football, infatti, l’unico momento in cui il lancio della prima palla diventa degno di nota è quando qualcosa va storto. E così è stato per Willis.

Il suo gesto sembrava promettente: postura sicura, windup e leg kick impeccabili. Poi, però, la palla ha preso quota, finendo alta e fuori bersaglio. Non era il gesto di un rapper come 50 Cent, ma quello di un quarti di NFL dal valore di 50 milioni di dollari, un atleta che, per mestiere, dovrebbe lanciare con precisione.

Nonostante l’errore, l’episodio non avrà conseguenze sportive. Willis ha già dimostrato di saper giocare ad alto livello, tanto che i Dolphins hanno investito su di lui con un contratto pluriennale, affidandosi anche al nuovo general manager Jon-Eric Sullivan e al nuovo allenatore Jeff Hafley. Tuttavia, la sua esperienza conferma quanto sia rischioso per un atleta professionista accettare un invito a lanciare la prima palla in un altro sport, soprattutto se si tratta di un quarterback.