I ritardi di Artemis: da 2024 a 2028

Quando, nel 2017, l’amministrazione Trump annunciò il ritorno degli Stati Uniti sulla Luna, l’obiettivo era chiaro: portare astronauti sul suolo lunare entro il 2024. Una scadenza che, come era prevedibile, non è mai stata rispettata. Anni di ulteriori rinvii, sotto sia Trump che Biden, hanno ulteriormente complicato il programma Artemis di NASA, nonostante i progressi compiuti, come la recente missione con equipaggio intorno alla Luna.

Artemis 3: da allunaggio a test in orbita

Inizialmente, Artemis 3 avrebbe dovuto essere la missione che avrebbe riportato l’uomo sulla Luna dopo oltre 50 anni. Tuttavia, a inizio 2024, l’amministratore NASA Jared Isaacman ha annunciato un cambiamento radicale: la missione non prevederà un allunaggio, ma si limiterà a testare in orbita terrestre i lander di SpaceX e Blue Origin, rispettivamente Starship e Blue Moon.

Una decisione che segna un significativo passo indietro rispetto al piano originale. Artemis 3, infatti, non raggiungerà nemmeno l’obiettivo di Artemis 2, ma si concentrerà esclusivamente su test tecnologici in orbita bassa.

Nuovo slittamento: Artemis 3 ora prevista per fine 2027

Secondo quanto riportato da Ars Technica, anche questa nuova scadenza è a rischio. Entrambe le aziende, SpaceX e Blue Origin, hanno comunicato a NASA che Artemis 3 non potrà essere lanciata prima di fine 2027. Un ritardo che potrebbe compromettere anche i piani per Artemis 4, attualmente prevista per il 2028.

Isaacman ha dichiarato a una sottocommissione della Camera dei rappresentanti:

«Ho ricevuto risposte da entrambi i fornitori, SpaceX e Blue Origin, per soddisfare le nostre esigenze di un rendez-vous, attracco e test di interoperabilità dei lander entro fine 2027, in vista di un tentativo di atterraggio nel 2028».

Le sfide tecnologiche dei lander

I lander sviluppati da SpaceX e Blue Origin rappresentano una sfida tecnologica senza precedenti. Rispetto ai moduli utilizzati durante le missioni Apollo, questi veicoli sono molto più complessi e capaci. Tuttavia, la loro realizzazione richiede tempo e risorse considerevoli.

Isaacman ha sottolineato:

«È questa capacità che ci permetterà non solo di tornare sulla Luna, ma di costruire una base lunare, trasportare massa in modo efficiente e sostenibile, e aprire la strada a numerose altre applicazioni».

Tuttavia, anche Artemis 3 rappresenta una sfida impegnativa. Entrambi i contractor dovranno dimostrare di poter gestire meccanismi di attracco, controlli di volo in orbita e sistemi di supporto vitale affidabili, simili a quelli testati durante la missione Apollo 9.

Un futuro incerto per il programma Artemis

Nonostante i progressi, i continui ritardi mettono in discussione la capacità di NASA di rispettare la tabella di marcia. Il rischio è che, anche con Artemis 4, l’allunaggio avvenga solo a ridosso del 2028, rendendo difficile qualsiasi pianificazione a lungo termine per la costruzione di una base lunare permanente.

Il programma Artemis, nato con l’ambizione di riportare l’uomo sulla Luna in modo sostenibile, si trova ora a dover affrontare sfide tecnologiche e organizzative che ne stanno rallentando in modo significativo l’attuazione.

Fonte: Futurism