Le sconfitte degli Oilers vengono spesso analizzate dal punto di vista della squadra di Edmonton, piuttosto che da quello dell’avversario che le ha battute. Tuttavia, dopo l’eliminazione subita dai Ducks di Anaheim nella sesta partita di giovedì, Connor McDavid ha spazzato via questa narrazione con una frase lapidaria che riassume perfettamente la stagione della sua squadra: "Quando sei una squadra nella media con grandi aspettative, la delusione è inevitabile".
Il problema non è solo la mancanza di risultati, ma la qualità dell’avversario. Dopo quattro primi turni dei playoff caratterizzati da sfide contro i Los Angeles Kings – una squadra nota per la sua capacità difensiva – questa volta gli Oilers si sono trovati di fronte una formazione completamente diversa. Gli Anaheim Ducks sono giovani, veloci e offensivi, caratteristiche che hanno spazzato via la difesa già fragile degli Oilers, provata dagli infortuni e dalle prestazioni altalenanti.
Ryan Nugent-Hopkins, uno dei leader della squadra, ha riconosciuto apertamente la superiorità degli avversari: "Quella è una vera squadra di hockey".
C’è chi potrebbe rimpiangere l’arrivo di Joel Quenneville alla guida dei Ducks, perché al di là della loro efficacia, questa squadra rimane affascinante per il suo stile di gioco caotico e poco convenzionale. I difensori vengono schierati come attaccanti arretrati, e il portiere sembra operare in una dimensione parallela, con una percentuale di parate che sfiora il 90%. Una squadra che, pur non essendo perfetta, incarna lo spirito più puro e imprevedibile dell’hockey.