Un recente studio condotto da economisti di Goldman Sachs ha evidenziato un fenomeno che, purtroppo, non sorprende molti lavoratori: perdere il proprio impiego a causa dell'innovazione tecnologica può avere conseguenze devastanti, con ripercussioni economiche e sociali che si protraggono per anni.

Il meccanismo è semplice da comprendere. In un sistema capitalistico, la perdita del lavoro comporta già di per sé gravi difficoltà finanziarie, sia a breve che a lungo termine. Tuttavia, l'analisi dei dati storici, come quelli relativi alla rivoluzione informatica degli anni '80, mostra che i lavoratori sostituiti dall'automazione faticano molto più di altri a trovare una nuova occupazione e a recuperare il reddito perduto. Secondo gli economisti, questa tendenza potrebbe aggravarsi ulteriormente con l'avvento dell'intelligenza artificiale.

Anche quando un lavoratore riesce a reinserirsi nel mercato del lavoro, gli effetti negativi a breve termine possono persistere per anni, un fenomeno definito dagli autori dello studio come “effetto cicatrice”. In passato, questa dinamica ha portato a ritardi nell'acquisto della prima casa, a una riduzione del reddito complessivo nel corso della vita e persino a una minore probabilità di matrimonio.

I dati parlano chiaro: nel decennio successivo a licenziamenti causati dall'innovazione tecnologica, i lavoratori interessati hanno registrato una crescita degli stipendi inferiore del 10% rispetto ai loro colleghi. In altre parole, oltre a compromettere la situazione finanziaria immediata, l'automazione può avere un impatto permanente sulle retribuzioni per determinate competenze.

“Nel complesso, questi dati suggeriscono che la sostituzione dei lavoratori con l'IA potrebbe comportare costi duraturi per i dipendenti interessati, con effetti ancora più gravi se la perdita del lavoro coincide con una recessione”, hanno dichiarato gli economisti e autori dello studio Pierfrancesco Mei e Jessica Rindels, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Tuttavia, è importante sottolineare che il termine “effetto cicatrice” può essere fuorviante, poiché suggerisce un processo inevitabile, quasi naturale. In realtà, le politiche pubbliche possono giocare un ruolo fondamentale nel mitigare questi effetti. Soluzioni come l'indennità di licenziamento obbligatoria, tasse sull'automazione, programmi di riqualificazione professionale e una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali potrebbero cambiare radicalmente gli esiti per i dipendenti colpiti.

Il fatto che l'IA stia avanzando in un contesto privo di queste misure di protezione potrebbe non essere una coincidenza. Tuttavia, lo status quo non è immutabile. La tecnologia non deve necessariamente portare a massicci licenziamenti o povertà: si tratta di scelte politiche, e per fortuna, le politiche possono essere cambiate.

Fonte: Futurism