I prezzi del carburante negli Stati Uniti continuano a salire, raggiungendo livelli non visti da quattro anni. Secondo i dati aggiornati, la media nazionale della benzina si attesta a 4,18 dollari al gallone, con un incremento di 6,5 centesimi rispetto al giorno precedente. Rispetto a una settimana fa, l’aumento è di 15,4 centesimi, mentre in un mese la crescita è di 20 centesimi.
La variazione più significativa si registra su base annua: rispetto a un anno fa, quando il prezzo medio era di 3,15 dollari al gallone, oggi i guidatori pagano 1,03 dollari in più, pari a un rialzo del 33%.
Il diesel, invece, ha raggiunto una media di 5,46 dollari al gallone, con un aumento di quasi 2 dollari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il prezzo si avvicina pericolosamente al record storico di 5,82 dollari al gallone, registrato nel giugno 2022.
Le differenze regionali restano marcate. In California, i conducenti pagano in media 5,97 dollari al gallone per la benzina e 7,48 dollari per il diesel. Al contrario, in Oklahoma, i prezzi sono significativamente più bassi: 3,63 dollari per la benzina e 4,73 dollari per il diesel, entrambi ben al di sotto dei picchi storici dello stato.
La situazione rimane tesa a causa delle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. Nonostante i recenti segnali di distensione, la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a esercitare pressione sui mercati energetici. Secondo alcune dichiarazioni attribuite all’ex presidente Trump, l’Iran avrebbe segnalato una situazione di «collasso interno» e richiesto l’apertura dello stretto per stabilizzare la leadership del paese. Tuttavia, la veridicità di queste affermazioni resta incerta.
Gli analisti sottolineano che, senza una risoluzione concreta delle tensioni internazionali, i prezzi del carburante potrebbero mantenersi elevati ancora a lungo, con ripercussioni sull’economia e sui consumatori.