Una stagione da dimenticare per i San Francisco Giants
Mentre altre squadre di baseball faticano a emergere, i San Francisco Giants stanno scrivendo una delle pagine più buie della loro storia. Con un record di 13 vittorie e 20 sconfitte, la squadra della California si piazza al secondo posto tra le peggiori della National League, appena sopra squadre come i Mets e i Phillies.
Prestazioni offensive da record negativo
I Giants non solo perdono spesso, ma lo fanno in modo rapido e senza gloria. Le loro partite durano in media appena 2 ore e 36 minuti, il tempo di gioco più breve dell’intera MLB. Questo perché, semplicemente, non segnano punti. In 20 partite, hanno totalizzato appena 57 punti, meno di qualsiasi altra squadra della lega. Per dare un’idea, il singolo giocatore dei Chicago Cubs Munetaka Murakami ha colpito più fuoricampo della squadra intera dei Giants.
Le statistiche offensive della squadra sono disastrose: si posizionano appena sopra i Mets e i Phillies, ma ben al di sotto della media della lega. I due giocatori più pagati, Willy Adames e Rafael Devers, sono anche i meno produttivi. Il manager Tony Vitello, ex allenatore di baseball universitario, gestisce la squadra con una strategia difensiva estrema, simile a quella adottata contro avversari deboli come Auburn.
Una serie di record negativi
I Giants hanno già subito sette shutout e in altre otto occasioni hanno segnato un solo punto. In quattro partite hanno totalizzato due punti. Quindici delle loro 20 sconfitte sono arrivate con meno di tre punti segnati. In pratica, assistere a una loro partita significa prepararsi a una serata noiosa: una sosta al bar, una visita al bagno e una lenta camminata verso il molo al settimo inning.
«I Giants non solo perdono, ma lo fanno in modo rapido e senza alcuna emozione. È come se il baseball avesse trovato il suo peggior incubo.»
Un futuro incerto
Con una rosa costosa e poco produttiva, i Giants faticano a invertire la rotta. La loro incapacità di segnare punti li rende un caso unico nel panorama del baseball moderno, dove la velocità delle partite è spesso associata a un gioco più aggressivo e spettacolare. Per i tifosi, la stagione si preannuncia come una lunga attesa per tempi migliori.