La rubrica Short Circuit, curata settimanalmente dall’Institute for Justice, offre una panoramica aggiornata delle decisioni più rilevanti emesse dai tribunali federali d’appello statunitensi. Ecco le principali novità della settimana.
Nuove petizioni di certiorari
Il caso Michael Mendenhall ha attirato l’attenzione della Corte Suprema. Nel 1960, la Corte aveva di fatto eliminato il requisito di giuramento o affermazione dal Quarto Emendamento, consentendo l’emissione di mandati basati su voci di terza mano invece che su testimonianze dirette. Ora, l’Institute for Justice chiede alla Corte di intervenire per ripristinare il rispetto del testo costituzionale e della sua interpretazione originale, oltre a porre fine a una prassi che contraddice decenni di precedenti giurisprudenziali.
Mendenhall è stato arrestato e sottoposto a perquisizione del suo ufficio a Denver sulla base di informazioni fornite da una fonte inaffidabile. La petizione mira a ridefinire i limiti delle prove utilizzabili nei procedimenti penali.
Podcast Short Circuit: il terzo circuito in focus
Prosegue la serie #12Months12Circuits con un episodio registrato presso la Penn Law School, dedicato al Terzo Circuito. Tra i temi trattati:
- Discriminazione inversa: casi che mettono in discussione le politiche di azione affermativa;
- Profilattici e diritti dei detenuti: questioni legate alla salute e alla dignità in carcere;
- Allucinazioni semi-sanzionabili: valutazione della responsabilità legale in casi di disturbi psichiatrici.
Deportazioni e asilo: il D.C. Circuit si pronuncia
Un gruppo di organizzazioni non profit ha citato in giudizio l’amministrazione per aver avviato procedimenti di deportazione sommaria senza rispettare le procedure previste dal Congresso, tra cui la possibilità di richiedere asilo. Il tribunale ha confermato la legittimità dell’inibitoria e della certificazione della classe, sottolineando che le leggi congressuali prevalgono sulle direttive presidenziali.
Il giudice dissenziente ha riconosciuto che la proclamazione presidenziale presenta alcune criticità, ma ha sottolineato che gli abitanti dell’Isola North Sentinel non hanno standing nel caso.
Detenuti transgender: il D.C. Circuit rivede la decisione
Secondo i dati, oltre il 99% delle detenute transgender in custodia federale sono ospitate in prigioni maschili, mentre il restante 1% è collocato in strutture femminili in base a valutazioni individuali del Bureau of Prisons che ne attesta il rischio di subire violenze.
Nel 2025, un ordine esecutivo del presidente Trump ha disposto il trasferimento di tutte le detenute transgender in prigioni maschili. Diciotto detenute hanno fatto ricorso, ottenendo un’inibitoria preliminare. Il D.C. Circuit ha stabilito che, pur potendo essere legittima, la decisione richiede una valutazione caso per caso da parte del tribunale di primo grado, revocando così l’inibitoria.
Cause contro il governo: tempistiche e strategie difensive
Un uomo ha citato in giudizio il governo federale per bloccare un’indagine, sostenendo che la procedura fosse sia prematura che tardiva. Il D.C. Circuit ha respinto entrambe le eccezioni, ricordando che la tempestività delle azioni legali è fondamentale.
Un practice tip: evitare di ammettere tutte le accuse in una denuncia nella speranza di contestarle in appello con lo standard di plausibilità. In particolare, quando il governo tenta di sequestrare proprietà accusandola di finanziare il terrorismo iraniano, questa strategia può ritorcersi contro il ricorrente.
Attentato a New York: il Secondo Circuito ribalta una condanna
Nel 2017, un uomo ha fatto esplodere una bomba artigianale in una galleria della metropolitana di New York, vicino a Times Square, senza causare vittime gravi ma riportando gravi ferite a se stesso. Condannato all’ergastolo nel Supermax di Florence, la sua condanna per sostegno materiale a organizzazione terroristica è stata ribaltata dal Secondo Circuito. La corte ha stabilito che l’ispirazione derivante da ISIS non costituisce automaticamente un reato di sostegno materiale. Tuttavia, la condanna per gli altri capi d’accusa e la pena sono state confermate. Il giudice dissenziente ha evidenziato che l’attentato è stato compiuto in risposta a un appello di ISIS, sottolineando la necessità di una valutazione più rigorosa.
«La Corte Suprema deve ripristinare il rispetto del Quarto Emendamento, mettendo fine a una prassi che mina la tutela dei diritti costituzionali.» — Institute for Justice