La Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena inferto un altro colpo al Voting Rights Act, questa volta smantellando le protezioni contro il gerrymandering razziale nei distretti elettorali. La decisione, fortemente voluta e sostenuta da Donald Trump, apre la porta a una nuova fase di guerra politica totale per i democratici, costretti a difendere il proprio futuro elettorale.
I repubblicani, già pronti a sfruttare la sentenza, minacciano di ridisegnare le mappe elettorali nel Sud degli Stati Uniti per eliminare seggi congressuali attualmente rappresentati da deputati afroamericani. Sebbene sia ormai troppo tardi per agire in vista delle prossime elezioni, la strategia repubblicana si concentrerà sulle redistribuzioni di metà mandato, in programma dopo il 2026, con l’obiettivo di eliminare fino a 19 seggi democratici e consolidare una maggioranza repubblicana quasi permanente.
Dal punto di vista giuridico e sostanziale, la sentenza rappresenta una sconfitta storica per i diritti civili. Tuttavia, dal punto di vista politico, la situazione non è ancora disperata per i democratici. Hanno ancora una via per rispondere: controllare le legislature statali e ridisegnare i distretti in loro favore prima delle elezioni del 2028.
Secondo un’analisi condotta da Fair Fight Action, un gruppo per i diritti di voto, i democratici potrebbero recuperare tra 10 e 22 seggi congressuali se agiranno con determinazione in sette stati chiave, tra cui New York, Colorado, Oregon e Maryland, dove già controllano governatorati e legislature. Il margine di recupero dipende però dal controllo delle assemblee legislative statali dopo le elezioni di novembre.
«I democratici hanno una strategia chiara per neutralizzare il colpo di mano repubblicano, se vogliono coglierla», ha dichiarato Max Flugrath, direttore delle comunicazioni di Fair Fight Action. «Questa è la situazione di emergenza che richiede un’azione immediata per salvare la democrazia americana».
Un esempio emblematico è il Wisconsin, dove il governatore è democratico ma la legislatura è controllata dai repubblicani. Nonostante ciò, i democratici hanno ottime possibilità di conquistare entrambe le camere grazie ai recenti successi elettorali. Attualmente, i repubblicani controllano sei seggi congressuali contro i due dei democratici, ma lo stato è politicamente diviso: i democratici hanno vinto le ultime elezioni statali. Ironia della sorte, proprio perché il Wisconsin è un swing state, la redistribuzione dei distretti potrebbe ridefinire radicalmente l’equilibrio del potere.