Bitcoin come asset di sicurezza nazionale: il Pentagono svela progetti segreti

Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha recentemente dichiarato davanti alla Commissione per i Servizi Armati della Camera dei Rappresentanti che il Pentagono sta portando avanti progetti classificati e in corso legati a Bitcoin. Secondo Hegseth, la criptovaluta rappresenta uno strumento chiave per rafforzare il potere americano in scenari geopolitici complessi.

«Sono un grande sostenitore del potenziale di Bitcoin e delle criptovalute», ha affermato Hegseth. «Molte delle attività che stiamo portando avanti, sia per favorirne l’adozione che per contrastarla, sono operazioni segrete in corso all’interno del nostro dipartimento. Queste iniziative ci forniscono un vantaggio strategico in diversi contesti».

Russia e Cina sfruttano le criptovalute per aggirare le sanzioni USA

L’affermazione di Hegseth arriva in un momento in cui Russia e Cina stanno espandendo il loro utilizzo di Bitcoin e altre criptovalute per bypassare le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Secondo un’analisi del Financial Times di febbraio 2024, la Russia rappresenta circa il 16% dell’hash rate globale di Bitcoin, posizionandosi come il secondo hub minerario al mondo. Nonostante il divieto interno del 2021, la Cina contribuisce ancora con quasi il 12% dell’attività mineraria globale attraverso operazioni sommerse e offshore.

Entrambi i paesi stanno esplorando l’uso delle criptovalute per regolare transazioni energetiche e mitigare l’impatto delle sanzioni finanziarie statunitensi. Durante l’audizione al Congresso, il deputato repubblicano del Texas Lance Gooden ha sottolineato come Bitcoin sia passato «da asset di nicchia a questione di sicurezza nazionale».

Gooden ha citato esempi concreti, tra cui:

  • Le richieste dell’Iran di pagamenti in Bitcoin per l’accesso ai corridoi di transito;
  • Attività di ransomware legate alla Corea del Nord;
  • Strategie di accumulo da parte della Cina.

Bitcoin come contrappeso alla «supremazia digitale» cinese

Hegseth ha sostenuto che Bitcoin può rappresentare un contrappeso al modello di controllo digitale cinese, basato su una sorveglianza centralizzata e su una moneta digitale di Stato. La sua posizione riflette una tendenza crescente a Washington, dove le criptovalute vengono viste non solo come strumenti finanziari, ma anche come leve geopolitiche.

Nel 2025, l’ex presidente Donald Trump ha firmato un decreto esecutivo per istituire una riserva strategica statunitense di Bitcoin, alimentata da circa 200.000 monete sequestrate e detenute dal governo.

Le operazioni militari: un nodo Bitcoin attivo

Oltre alle dichiarazioni di Hegseth, l’ammiraglio Samuel Paparo Jr., capo del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, ha confermato che le forze armate statunitensi gestiscono un nodo Bitcoin attivo e stanno testando il protocollo in ambito operativo. «Non stiamo minando Bitcoin», ha precisato Paparo. «Lo utilizziamo per monitorare le attività».

Il mercato delle criptovalute reagisce con cautela

Nonostante l’interesse strategico crescente, il prezzo di Bitcoin rimane volatile. La criptovaluta principale è in calo di circa il 40% rispetto al picco di ottobre 2024, quando aveva raggiunto i 126.000 dollari. Al momento della stesura, Bitcoin quota 77.413 dollari, con una variazione positiva dello 1,8% nelle ultime 24 ore. Ethereum, invece, registra un +1,2% a 2.285 dollari.

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«Bitcoin non è più solo una tecnologia finanziaria, ma un strumento di potere che può ridefinire gli equilibri globali». — Pete Hegseth, Segretario alla Guerra USA

Fonte: DL News