La quinta edizione del manuale di Diritto Costituzionale di Randy Barnett e dell’autore è ormai prossima al completamento. Nonostante la pubblicazione dell’edizione precedente risalga al 2021, il panorama giuridico statunitense ha subito profonde trasformazioni. Tuttavia, gran parte dei principi fondamentali rimane invariata.

Questa esperienza ha evidenziato una netta differenza tra l’insegnamento del diritto costituzionale nelle aule universitarie e la sua applicazione pratica da parte degli operatori del settore. Nei corsi, si analizzano le sentenze storiche che hanno ridefinito il diritto statunitense: Bruen ha introdotto un rigoroso test per valutare le leggi sul controllo delle armi; Dobbs ha restituito agli Stati la competenza sulla regolamentazione dell’aborto; SFFA ha di fatto eliminato le azioni positive nelle ammissioni universitarie.

Gli studenti che hanno studiato queste decisioni potrebbero pensare che il diritto costituzionale sia cambiato radicalmente in pochi anni, soprattutto per quanto riguarda armi, aborto e discriminazioni razziali. Tuttavia, la realtà è ben diversa.

Bruen: un impatto minore del previsto

Nonostante la sentenza Bruen del 2022 abbia ridefinito i criteri per valutare la legittimità delle leggi sul controllo delle armi, la sua applicazione pratica è risultata meno incisiva del previsto. Già nel 2023, la Corte Suprema ha parzialmente ridimensionato il cosiddetto test dell’analogia con la sentenza Rahimi. Le leggi statali sul possesso di armi sono rimaste pressoché immutate, e gli Stati blu hanno mantenuto regimi di porto d’armi con numerose restrizioni.

Inoltre, la Corte Suprema ha respinto tutti i casi riguardanti l’estensione delle aree sensibili e i tipi di armi coperti dal Secondo Emendamento. Le due cause discusse nel 2024 (Hemani e Wolford) affrontano questioni marginali che avranno un impatto minimo sui proprietari di armi.

SFFA: le università trovano nuove vie per le azioni positive

Dopo la sentenza SFFA del 2023, che ha di fatto eliminato le azioni positive nelle ammissioni universitarie, la Corte Suprema ha respinto il caso Boston Parent Coalition for Academic Excellence Corp. v. The School Committee For the City of Boston (2024). Quest’ultimo riguardava una scuola pubblica d’élite che cercava di aggirare le nuove regole, ma la Corte non ha voluto pronunciarsi.

Secondo un recente rapporto del Manhattan Institute, il tasso di ammissioni di minoranze razziali nelle università d’élite è rimasto pressoché invariato rispetto al periodo pre-SFFA. Nonostante le previsioni catastrofiche di Harvard e altri atenei, i dati suggeriscono che le università abbiano trovato nuovi escamotage per mantenere la diversità. Tuttavia, la situazione rimane poco chiara e la Corte Suprema sembra poco propensa a intervenire nuovamente su questo tema.

Dobbs: l’aborto si sposta online

La sentenza Dobbs del 2022 ha restituito agli Stati la competenza sulla regolamentazione dell’aborto, ma la realtà è più complessa. Medici in Stati pro-choice hanno iniziato a inviare mifepristone agli Stati pro-life, mentre gli Stati blu hanno approvato leggi shield per proteggere questi medici. Paradossalmente, il numero di aborti è aumentato negli Stati conservatori rispetto al periodo pre-Dobbs.

La questione delle leggi shield non è ancora arrivata alla Corte Suprema, ma è probabile che quest’ultima eviti di pronunciarsi. Lo stesso vale per il caso Danco Laboratories v. Louisiana, in cui la Corte ha concesso una sospensione senza fornire alcuna motivazione, confermando un approccio attendista.

Fonte: Reason