La Corte blocca il dazio globale del 10% di Trump
Un tribunale statunitense ha dichiarato illegale il nuovo dazio globale del 10% imposto da Donald Trump su gran parte delle importazioni. La decisione, presa dalla Corte di Commercio Internazionale degli Stati Uniti (CIT), rappresenta un duro colpo per la strategia commerciale del presidente, che punta su tariffe elevate per incentivare la produzione nazionale.
Il contesto: tariffe d’emergenza e sostituzioni illegali
La sentenza arriva pochi giorni dopo che la Corte Suprema aveva annullato un precedente provvedimento tariffario d’emergenza di Trump. Il presidente, nel tentativo di aggirare il divieto, aveva immediatamente imposto un nuovo dazio globale del 10% su quasi tutte le importazioni, facendo ricorso a una norma commerciale poco utilizzata di una legge risalente a decenni fa.
Ora, anche questo secondo provvedimento è stato dichiarato illegale, lasciando Trump senza strumenti immediati per sostituirlo o negoziare con la Cina prima del vertice con il presidente Xi Jinping, previsto tra una settimana.
Le conseguenze per la strategia commerciale di Trump
La strategia di Trump si basa sull’imposizione di tariffe elevate per spingere le aziende a spostare la produzione negli Stati Uniti. Tuttavia, la decisione della CIT rischia di compromettere questo approccio, privando il presidente di uno dei principali strumenti di pressione nei confronti dei partner commerciali, in particolare la Cina.
Secondo gli analisti, la sentenza potrebbe indebolire la posizione negoziale di Trump in vista del summit con Xi Jinping, che già sembrava avere un vantaggio nei colloqui bilaterali.
Cosa succede ora?
Con la dichiarazione di illegittimità del dazio del 10%, Trump si trova senza leve immediate per sostituirlo. La Corte ha infatti chiuso la porta a ulteriori provvedimenti d’emergenza simili, almeno nel breve termine. Questo potrebbe costringere l’amministrazione a rivedere la propria strategia commerciale o a cercare alternative meno impattanti.
«La decisione della Corte di Commercio Internazionale degli Stati Uniti rappresenta un chiaro segnale che anche le tariffe d’emergenza devono rispettare i limiti legali», ha dichiarato un esperto di diritto commerciale. «Trump si trova ora in una posizione di debolezza, soprattutto in vista dei negoziati con la Cina».
Le prossime mosse
Rimane da vedere come l’amministrazione Trump reagirà alla sentenza. Potrebbe presentare ricorso o cercare di negoziare accordi commerciali alternativi. Tuttavia, il tempo stringe: il vertice con Xi Jinping è alle porte, e senza tariffe come strumento di pressione, la posizione statunitense potrebbe risultare più fragile.