La campagna per le elezioni governatoriali della California del 2026 si fa sempre più incandescente. Dopo l'implosione politica di Eric Swalwell, il miliardario e attivista ambientale Tom Steyer sta emergendo come il principale candidato democratico, grazie a una strategia aggressiva che include un investimento di 115 milioni di dollari in spot pubblicitari, quasi trenta volte in più rispetto al suo diretto concorrente.

Secondo un recente sondaggio Emerson, Steyer guida la corsa con il 20% delle preferenze, seguito a stretto contatto da Xavier Becerra, ex segretario della Salute e dei Servizi Umani, al 19%. Il ritiro di Swalwell ha infatti favorito una redistribuzione dei consensi tra i democratici ancora in lizza, con Becerra che ha beneficiato di un aumento di popolarità.

Steyer ha ottenuto anche un importante endorsement da parte della California Teachers Association, che in precedenza sosteneva Swalwell. Tuttavia, la corsa rimane aperta e senza un chiaro favorito, alimentando il timore che la frammentazione democratica possa favorire l'ingresso di due candidati repubblicani al ballottaggio, grazie al sistema della jungle primary californiana.

Una strategia basata sull'opposizione all'ICE

Steyer non è nuovo a posizioni radicali. Nonostante un sondaggio del Washington Post dello scorso autunno abbia rivelato che il 75% degli elettori democratici e il 60% degli indipendenti considerino negativo l'intervento dei miliardari nelle campagne elettorali, Steyer ha fatto dell'opposizione all'ICE il fulcro della sua campagna. In un post pubblicato la scorsa settimana, ha definito l'agenzia come un «gruppo estremista violento» e ha proposto non solo la sua abolizione, ma anche la carcerazione degli agenti che violano la legge.

«Abbiamo bisogno di servizi di immigrazione, ma non di un'organizzazione criminale con maschere e fucili d'assalto che terrorizza i nostri cittadini e li sottopone a profilazione razziale. Non è giusto.»

Queste dichiarazioni hanno trovato eco anche tra gli opinionisti. Jean Guerrero, collaboratrice del New York Times e moderatrice di un recente dibattito tra i candidati democratici, ha sottolineato come Steyer si sia distinto come il «più audace difensore degli immigrati» sul palco.

Reazioni e critiche alla proposta di Steyer

La proposta di Steyer ha scatenato reazioni contrastanti. Da un lato, ha ricevuto il sostegno di molti attivisti per i diritti degli immigrati, ma dall'altro ha attirato critiche da parte di chi ne teme l'impatto sulla sicurezza pubblica. Anche Elon Musk ha commentato ironicamente la proposta, condividendo uno screenshot dell'apertura del post di Steyer con un semplice «Wow».

La strategia di Steyer sembra funzionare anche a livello mediatico. Nonostante le critiche, il miliardario è riuscito a catalizzare l'attenzione, tanto che persino Donald Trump ha reagito con preoccupazione, temendo che la copertura mediatica della sua candidatura possa «metterlo in gioco» per la vittoria.

Con una campagna basata su promesse radicali e un investimento senza precedenti, Tom Steyer si candida a ridefinire il panorama politico californiano, puntando su un tema divisivo ma capace di mobilitare l'elettorato progressista.