Il colosso della distribuzione Walmart ha annunciato una nuova tornata di licenziamenti, questa volta concentrati su circa 1.000 posizioni aziendali. Tuttavia, i tagli non riguarderanno il personale retail, che costituisce la stragrande maggioranza dei 1,6 milioni di dipendenti statunitensi del gruppo.

Le ragioni della ristrutturazione

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Walmart procederà con licenziamenti o trasferimenti di dipendenti, in particolare nei ruoli legati alla tecnologia e al design. La società ha confermato la notizia a Fast Company, senza specificare il numero esatto di posizioni eliminate. In una nota interna inviata ai dipendenti martedì 12 maggio, Suresh Kumar, global CTO e chief development officer di Walmart, e Daniel Danker, executive vice president per l’accelerazione dell’AI, la gestione dei prodotti e il design, hanno spiegato che l’obiettivo è semplificare le operazioni digitali riducendo la stratificazione organizzativa.

«Questo include l’aggiornamento di alcuni ruoli per allinearli meglio alle attività in corso, l’accorpamento di team dove opportuno e l’allineamento di alcune posizioni a sedi chiave in cui vengono già svolte attività correlate», si legge nella nota. Tuttavia, questa riorganizzazione comporterà anche licenziamenti: «Alcune attività sono state consolidate e alcuni ruoli sono stati eliminati». Walmart ha assicurato di supportare i dipendenti coinvolti nell’esplorare nuove opportunità all’interno dell’azienda.

Trasferimenti o licenziamenti: le opzioni per i dipendenti

Secondo Fast Company, Walmart definisce queste misure come «conversazioni», il che significa che, sebbene circa 1.000 ruoli siano interessati, non è detto che altrettanti lavoratori perdano il posto. Alcuni dipendenti potrebbero infatti essere trasferiti in altre sedi, come gli uffici di Bentonville, Arkansas, o nel Nord della California.

AI non è la causa dei licenziamenti

Contrariamente a quanto accaduto in altre aziende che hanno recentemente tagliato personale tech, Walmart non attribuisce i licenziamenti all’adozione dell’intelligenza artificiale. Nella nota interna, Kumar e Danker non hanno nemmeno menzionato l’AI, e un portavoce della società ha chiarito al Wall Street Journal che i tagli sono legati a una ristrutturazione operativa, non alla sostituzione di mansioni umane con sistemi automatizzati.

Questa scelta rende i licenziamenti di Walmart diversi da quelli di altre società tech che, negli ultimi mesi, hanno citato l’AI come motivo principale dei tagli. Tra queste figurano Cloudflare, Upwork e Coinbase, che hanno annunciato ridimensionamenti già all’inizio di maggio.

Le azioni Walmart resistono ai tagli

Spesso, quando un’azienda annuncia licenziamenti, il suo titolo in borsa registra un’impennata, poiché i tagli rappresentano un modo rapido per ridurre i costi e migliorare i margini. Tuttavia, gli investitori hanno reagito con calma all’annuncio di Walmart: il titolo (NYSE: WMT) ha chiuso in rialzo di circa il 2% nella giornata di ieri, un movimento in linea con la normale volatilità giornaliera. Nelle contrattazioni pre-mercato di oggi, il valore delle azioni risulta invece in leggero calo, ma senza scossoni significativi.