Gli investitori crypto stanno commettendo errori clamorosi con i loro investimenti in Anthropic, arrivando a pagare tassi di finanziamento superiori all’8.700% o acquistando token che promettono azioni della società ma che, in realtà, non esistono legalmente. Un avvocato di Anthropic ha recentemente precisato che, nonostante le promesse di alcuni promotori di token blockchain, l’azienda non ha mai trasferito azioni a supporto di strumenti come contratti perpetui (perps), NFT, asset reali (RWA) o memecoin.
Il problema è che la blockchain non risolve l’ignoranza: pochi investitori crypto hanno letto le clausole contrattuali prima di acquistare. Anthropic, valutata centinaia di miliardi di dollari e produttrice dell’AI Claude, ha aggiornato la propria pagina web per ribadire che qualsiasi trasferimento non autorizzato di azioni è nullo e non verrà riconosciuto nei suoi registri ufficiali.
La società ha specificato:
«Qualsiasi vendita o trasferimento di azioni di Anthropic, o di qualsiasi interesse su di esse, non approvato dal Consiglio di Amministrazione è nullo e non verrà registrato nei nostri libri contabili».
Anthropic ha inoltre elencato categorie di asset non autorizzate, tra cui veicoli societari speciali, contratti forward e tokenizzazione di azioni. In sostanza, l’azienda ha invitato gli investitori retail a considerare che molti token crypto che portano il suo nome sono privi di valore legale.
Il caso PreStocks: un token che crolla dopo la smentita
PreStocks, una piattaforma basata su Solana che offriva esposizione tokenizzata ad Anthropic, ha visto il suo token ANTHROPIC moltiplicare il suo valore di 6 volte in un anno, passando da $235 a $1.409 prima della dichiarazione legale di Anthropic. Tuttavia, dopo l’annuncio, il token ha perso il 34% in poche ore e continuava a crollare al momento della stesura dell’articolo.
PreStocks, come suggerisce il nome, vendeva token definiti come «azioni pre-IPO 1:1 backing su esposizione SPV alle azioni della società». Il problema? La parola «esposizione» nascondeva un dettaglio cruciale: i token non rappresentavano azioni reali, ma solo un contratto che puntava a una società veicolo (SPV) senza alcuna autorizzazione di Anthropic per trasferimenti o rivendite successive.
Secondo l’avvocato crypto Gabriel Shapiro, Anthropic ha scelto la formulazione più aggressiva possibile secondo la legge del Delaware. Trattare i trasferimenti come nulli invece che annullabili ha privato gli acquirenti secondari di qualsiasi difesa equitativa. L’azienda insiste: le vere azioni richiedono l’approvazione del consiglio di amministrazione.
Lista nera: chi vende azioni fake di Anthropic
Anthropic ha pubblicato un elenco di intermediari non autorizzati che hanno promosso token o contratti basati su azioni della società. Tra questi:
- Unicorns Exchange
- Pachamama
- Forge
- Lionheart Ventures
- Sydecar
- Upmarket
- Open Door Partners
- Hiive
Secondo Anthropic, chi ha acquistato esposizione ad Anthropic tramite questi soggetti non è considerato azionista legittimo.
Il paradosso degli NFT: quando la blockchain non basta
Il podcaster Gwart ha sottolineato l’assurdità della situazione:
«Se crei un NFT di un’azione di Anthropic e poi gli avvocati di Dario [Amodei, CEO di Anthropic] inviano una lettera di cease and desist che nega la validità di quella azione, tu quella azione ce l’hai ancora sulla blockchain. Pochi comprendono davvero cosa l’NFT sta facendo al concetto di asset».
Il messaggio è chiaro: la blockchain non può creare diritti legali dove non esistono. Gli investitori che hanno acquistato token promossi come azioni di Anthropic potrebbero ritrovarsi con carta straccia tra le mani.