Il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF) sta introducendo una serie di modifiche normative che potrebbero alleggerire gli adempimenti per proprietari di armi e rivenditori. Si tratta di un cambiamento significativo, soprattutto considerando la reputazione dell’agenzia come uno degli enti più restrittivi in materia.
Le nuove regole, che seguono una revisione delle normative esistenti come previsto dall’Executive Order 14206 del febbraio 2025, mirano a tutelare i diritti sanciti dal Secondo Emendamento.
«Il Secondo Emendamento non è un diritto di seconda categoria. Questo Dipartimento di Giustizia sta mettendo fine alla strumentalizzazione dell’autorità federale contro cittadini rispettosi della legge. Continueremo a difendere vigorosamente i loro diritti, come richiesto dalla Costituzione».Todd Blanche, Procuratore Generale facente funzione.
L’ordine esecutivo del 2025 ha incaricato il Procuratore Generale di esaminare tutte le normative federali per identificare eventuali violazioni del Secondo Emendamento e proporre soluzioni per proteggere i diritti dei cittadini americani.
Le modifiche amministrative non possono abrogare leggi come il National Firearms Act (NFA) — attualmente oggetto di una sfida legale da parte della Firearms Policy Coalition — ma possono semplificare o complicare l’applicazione delle norme esistenti.
Le principali novità introdotte dall’ATF
- Bracciali stabilizzatori: Viene revocata la reinterpretazione dell’era Biden che equiparava le pistole con bracciali stabilizzatori a fucili a canna corta, soggetti a regolamentazione più severa. Ora sarà possibile acquistare armi con questo accessorio, purché non siano progettate per essere sparate dalla spalla e non rientrino nella definizione di «arma» ai sensi del NFA.
- Conservazione dei registri di vendita: I rivenditori non saranno più obbligati a mantenere i registri delle vendite per un periodo indefinito. L’ATF sta valutando se fissare un limite di 20 o 30 anni, bilanciando i costi di conservazione con l’esigenza di tracciare le armi utilizzate nei reati.
Nonostante le modifiche rappresentino un passo avanti, alcune associazioni per i diritti delle armi ritengono che anche un periodo di 20 o 30 anni sia eccessivo, poiché di fatto costituisce una forma di registrazione indiretta dei proprietari.