Gli azionisti di Warner Bros. Discovery hanno respinto, con un voto consultivo non vincolante, il pacchetto di compensi da 887 milioni di dollari previsto per il CEO David Zaslav in caso di chiusura della fusione con Paramount. Il risultato, comunicato in via preliminare durante un'assemblea straordinaria tenutasi giovedì, rappresenta un chiaro segnale di dissenso verso quello che molti considerano un compenso eccessivo.
Il pacchetto, legato alla finalizzazione della fusione del valore di 110 miliardi di dollari, includeva 552 milioni di dollari tra azioni, liquidità e benefit, oltre a un rimborso fiscale potenziale fino a 335,4 milioni di dollari. Gli azionisti con diritto di voto alla data del 20 marzo potevano partecipare all'assemblea. Al momento della registrazione, Warner Bros. contava 2,51 miliardi di azioni in circolazione. I risultati definitivi del voto saranno pubblicati in un documento 8-K nei prossimi giorni.
La decisione giunge dopo che due importanti società di consulenza per gli azionisti, Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis, avevano invitato a respingere il compenso. ISS ha definito il pacchetto «straordinario» e «problematico», sottolineando come sia «incoerente con le prassi di mercato». Glass Lewis, invece, ha evidenziato che il rimborso fiscale rappresenta un «costo considerevole e inutile per gli azionisti».
Secondo le stime degli advisor fiscali esterni di WBD, l'importo del rimborso fiscale «diminuirà significativamente nel tempo» in base alle regole dell'IRS. Se la fusione dovesse concludersi nel 2027, ad esempio, non sarebbe previsto alcun pagamento a Zaslav.
Questo non è il primo caso in cui i compensi di Zaslav finiscono sotto i riflettori. Già nel 2024, gli azionisti di WBD avevano respinto un pacchetto da 51,9 milioni di dollari, portando il rapporto tra la sua retribuzione e quella mediana di un dipendente WBD (130.316 dollari annui) a 398 a 1.
In quella occasione, WBD aveva dichiarato di prendere «sul serio» i risultati del voto e di impegnarsi in un «dialogo costruttivo» con gli azionisti. Nonostante il voto simbolico contro il paracadute dorato, gli azionisti hanno comunque approvato la fusione da 110 miliardi di dollari con Paramount, che dovrebbe concludersi nel terzo trimestre, previo via libera regolatorio. Gli amministratori di Paramount hanno indicato una possibile chiusura già a luglio e stimano risparmi per oltre 6 miliardi di dollari, in gran parte derivanti da tagli ai costi «non legati al personale».
Tuttavia, l'opposizione alla fusione sta crescendo a Hollywood. Alcuni gruppi del settore stanno chiedendo l'intervento degli attorney general statali, mentre anche il sindaco di New York Zohran Mamdani ha espresso la sua contrarietà.
In caso di ritardo nella chiusura della transazione oltre il 30 settembre, gli azionisti di WBD riceveranno un «ticking fee» di 25 centesimi per azione per ogni trimestre di ritardo. Se, invece, la fusione non dovesse andare a buon fine per motivi regolatori, Paramount pagherà a WBD una penale di 7 miliardi di dollari.