Negli ultimi anni, il numero di persone che si sottopongono a interventi di chirurgia bariatrica per perdere peso è in diminuzione. A trainare questo cambiamento è la crescente popolarità dei farmaci a base di GLP-1 e delle terapie non invasive per la gestione del peso. Secondo uno studio presentato al Congresso Annuale dell'American Society for Metabolic and Bariatric Surgery (ASMBS), tenutosi a San Antonio dal 3 al 7 maggio, la tendenza riflette un'evoluzione nelle strategie terapeutiche contro l'obesità.
La chirurgia bariatrica, che include procedure come la sleeve gastrectomy e il bypass gastrico, è stata a lungo considerata una soluzione efficace per i casi di obesità severa. Tuttavia, con l'avanzare delle terapie non invasive, è fondamentale monitorare come questi cambiamenti influenzino le scelte di pazienti e medici.
I dati dello studio: calo delle procedure e nuove tendenze
I ricercatori della Loyola University Chicago hanno analizzato i dati del ACS-MBSAQIP, un database nazionale che traccia le chirurgie bariatriche negli Stati Uniti. Lo studio ha esaminato le procedure eseguite tra il 2020 e il 2024, includendo sia gli interventi primari che quelli di revisione o conversione, effettuati per modificare o correggere operazioni precedenti.
I risultati mostrano che il numero totale di interventi ha raggiunto il picco nel 2022, per poi diminuire nei due anni successivi. Questo calo riflette una preferenza sempre più marcata per soluzioni non chirurgiche, sia tra i pazienti che tra gli operatori sanitari.
Le procedure più colpite e le nuove tendenze
Uno dei dati più significativi riguarda la sleeve gastrectomy, una delle procedure più diffuse che prevede la rimozione di una parte dello stomaco per ridurne le dimensioni. Nonostante rimanga la tecnica più utilizzata, la sua incidenza sul totale delle operazioni è in costante diminuzione dal 2020. Al contrario, il bypass gastrico Roux-en-Y — che crea una piccola tasca gastrica e devia l'intestino — sta diventando più comune, soprattutto come intervento di conversione.
Molti pazienti che si sono sottoposti inizialmente a una sleeve gastrectomy optano successivamente per un bypass gastrico per ottenere risultati più efficaci nella perdita di peso o per affrontare complicazioni. Inoltre, lo studio ha rilevato un aumento generale di altre procedure bariatriche, segno di una diversificazione delle opzioni terapeutiche disponibili.
Il ruolo dei farmaci GLP-1 e le prospettive future
L'ascesa dei farmaci GLP-1, come il semaglutide e il liraglutide, ha rivoluzionato l'approccio alla gestione dell'obesità. Questi farmaci, che agiscono regolando l'appetito e la glicemia, offrono un'alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia. La loro crescente disponibilità ha spinto molti pazienti a preferire questa opzione, soprattutto in considerazione dei tempi di recupero più rapidi e dei minori rischi associati.
Nonostante la chirurgia bariatrica rimanga un trattamento efficace a lungo termine, gli esperti sottolineano l'importanza di una valutazione personalizzata. «Ogni paziente è diverso — spiega un portavoce dell'ASMBS —. La scelta tra chirurgia e farmaci deve essere guidata da fattori come il grado di obesità, la presenza di comorbidità e le preferenze individuali».
«I dati mostrano chiaramente come le terapie non invasive stiano guadagnando terreno, ma la chirurgia bariatrica rimane una soluzione valida per molti pazienti. L'obiettivo è offrire un approccio su misura, che combini sicurezza, efficacia e sostenibilità».
Cosa aspettarsi nel prossimo futuro
Mentre la tendenza al calo delle chirurgie bariatriche prosegue, gli esperti prevedono un'ulteriore evoluzione delle strategie terapeutiche. L'integrazione tra farmaci, cambiamenti dello stile di vita e, in alcuni casi, interventi chirurgici potrebbe rappresentare il modello ideale per affrontare l'obesità in modo olistico.
Lo studio, pur non essendo ancora stato pubblicato su riviste scientifiche peer-reviewed, offre spunti preziosi per comprendere come il panorama della cura dell'obesità stia cambiando. Una cosa è certa: la collaborazione tra pazienti, medici e ricercatori sarà fondamentale per definire le migliori strategie di trattamento nei prossimi anni.