Le principali case automobilistiche statunitensi ed europee stanno per incassare miliardi di dollari in rimborsi per tariffe doganali giudicate illegali. Ford e General Motors sono pronte a ricevere rispettivamente 1,3 miliardi e 500 milioni di dollari, mentre Stellantis si aspetta circa 469 milioni di dollari.
I fondi, che includono anche gli interessi maturati, dovrebbero essere erogati entro 60-90 giorni grazie al nuovo sistema CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries) dell'Agenzia delle Dogane statunitense. Tuttavia, i consumatori che hanno sostenuto indirettamente i costi dei dazi attraverso l'aumento dei prezzi non riceveranno alcun rimborso.
Le aziende si preparano a recuperare miliardi
Ford ha già registrato la somma di 1,3 miliardi di dollari nei propri bilanci, anticipando l'arrivo dei fondi. Anche General Motors ha dichiarato di aspettarsi un rimborso di circa 500 milioni di dollari, mentre Stellantis prevede di recuperare circa 469 milioni di dollari. Mercedes-Benz e Volkswagen, invece, si aspettano rimborsi significativi, ma inferiori rispetto ai costi annuali aggiuntivi causati dai dazi, pari a 4,69 miliardi di dollari per il gruppo tedesco.
Un duro colpo per l'amministrazione Trump
La notizia rappresenta un imbarazzante passo indietro per l'amministrazione Trump, che aveva più volte sostenuto che i dazi fossero stati pagati dai paesi stranieri. In realtà, come dimostrano i rimborsi, sono stati gli importatori statunitensi a sostenere i costi, che poi sono stati traslati sui consumatori attraverso l'aumento dei prezzi.
Sherry House, responsabile finanziario di Ford, ha sottolineato che l'azienda ha il dovere fiduciario di perseguire legalmente il rimborso delle tariffe illegali per proteggere gli azionisti. Il sistema CAPE, recentemente introdotto, consente di richiedere il rimborso delle tariffe pagate in eccesso, inclusi gli interessi.
Le conseguenze per i consumatori e le aziende
Mentre le case automobilistiche si preparano a incassare i rimborsi, i consumatori restano esclusi da qualsiasi beneficio. Nonostante abbiano pagato indirettamente i dazi attraverso l'aumento dei prezzi, non riceveranno alcun risarcimento. Inoltre, le aziende dovranno muoversi con cautela: il presidente Trump ha recentemente dichiarato che «ricorderà» le imprese che non richiederanno i rimborsi.