La Bolivia tra i paesi con la maggiore deforestazione al mondo
Negli ultimi decenni, incendi, agricoltori e allevatori hanno distrutto milioni di ettari di foreste tropicali in tutto il mondo. La maggior parte della deforestazione si è concentrata in Brasile, Repubblica Democratica del Congo e Indonesia. Tuttavia, negli ultimi anni, un altro paese, più piccolo ma altrettanto critico, è entrato nella lista dei peggiori: la Bolivia.
Secondo un recente studio dell'Università del Maryland e del World Resources Institute (WRI), nel 2025 la Bolivia ha perso 1,5 milioni di ettari di foresta primaria, una superficie quasi pari a quella del Delaware. Questo dato la colloca al secondo posto mondiale, subito dopo il Brasile.
Le aree deforestate fanno parte di ecosistemi fondamentali per la biodiversità e il clima globale, come la foresta amazzonica e le foreste secche del Chiquitano. Questi territori ospitano specie rare, tra cui il lupo dalla criniera (un canide che non è un vero lupo), e immagazzinano enormi quantità di carbonio. Quando gli alberi vengono abbattuti, il carbonio rilasciato nell'atmosfera accelera il cambiamento climatico. Per fare un esempio, le emissioni annuali derivanti dalla deforestazione tropicale superano quelle dell'intera Unione Europea.
Le cause della deforestazione in Bolivia: bestiame e soia
Come in molti altri paesi tropicali, la deforestazione in Bolivia è principalmente guidata dall'espansione agricola e dall'allevamento. Gli agricoltori e gli allevatori disboscano le terre per creare pascoli per il bestiame o coltivare soia, il principale prodotto di esportazione del paese. Secondo Daniel Larrea, direttore del programma scienza e tecnologia di Conservación Amazónica, una ONG boliviana, acquistare terreni forestali e convertirli in pascoli è spesso più economico che comprare terreni già adibiti a questo uso.
Inoltre, la legislazione boliviana incentiva la deforestazione: i proprietari terrieri rischiano di perdere le loro terre se non dimostrano di utilizzare il terreno in modo "produttivo", ad esempio allevando bestiame per la produzione di carne. Questo crea un forte incentivo a disboscare.
Tra il 2001 e il 2021, la coltivazione della soia in Bolivia ha distrutto circa 2,2 milioni di ettari di foresta, una superficie pari a quella di Porto Rico. La soia boliviana viene principalmente utilizzata per l'alimentazione animale e la produzione di olio di soia, soddisfacendo la domanda globale.
Il ruolo inaspettato di una setta religiosa nella deforestazione
Tuttavia, dietro la deforestazione in Bolivia c'è anche un attore inaspettato: una setta religiosa che sta convertendo le foreste in pascoli per il bestiame. Questa comunità, che opera nella regione orientale del paese, sta acquistando terreni forestali e disboscandoli per creare allevamenti, contribuendo in modo significativo alla perdita di biodiversità e all'emissione di carbonio.
Secondo gli esperti, la setta religiosa rappresenta una delle principali cause della recente accelerazione della deforestazione in Bolivia. La loro attività, unita alla domanda globale di carne e soia, sta mettendo a rischio uno degli ecosistemi più importanti del pianeta.
Le conseguenze ambientali e climatiche
La deforestazione in Bolivia non solo minaccia la biodiversità, ma ha anche gravi ripercussioni sul clima. Le foreste tropicali, infatti, fungono da pozzi di carbonio, assorbendo grandi quantità di CO₂ dall'atmosfera. Quando vengono abbattute, non solo viene meno questa capacità di assorbimento, ma il carbonio immagazzinato negli alberi viene rilasciato, aggravando il riscaldamento globale.
Inoltre, la deforestazione aumenta il rischio di incendi, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici che rendono le siccità più frequenti e intense. Gli incendi, una volta divampati, possono diffondersi rapidamente, distruggendo ulteriori aree di foresta primaria.
Cosa si può fare per fermare la deforestazione in Bolivia?
Per contrastare la deforestazione in Bolivia, gli esperti suggeriscono una serie di misure:
- Riforme legislative: modificare le leggi che incentivano la deforestazione, ad esempio eliminando l'obbligo di utilizzare il terreno in modo "produttivo" per mantenerne la proprietà.
- Sostenibilità agricola: promuovere pratiche agricole sostenibili che non richiedano la deforestazione, come l'agroforestazione o la rotazione delle colture.
- Protezione delle foreste: rafforzare le aree protette e aumentare i controlli contro le attività illegali di disboscamento.
- Educazione e sensibilizzazione: coinvolgere le comunità locali e le organizzazioni religiose nella tutela delle foreste, promuovendo alternative economiche sostenibili.
"La deforestazione in Bolivia è un problema complesso che richiede soluzioni integrate. È fondamentale coinvolgere tutti gli attori, dalle comunità locali alle organizzazioni internazionali, per proteggere questi ecosistemi unici e combattere il cambiamento climatico." — Daniel Larrea, Conservación Amazónica
Conclusione
La Bolivia sta affrontando una delle peggiori crisi di deforestazione al mondo, con conseguenze gravi per la biodiversità e il clima. Dietro questa emergenza ambientale ci sono interessi economici, ma anche il ruolo inaspettato di una setta religiosa che sta convertendo le foreste in pascoli. Per invertire la tendenza, è necessario agire su più fronti: riforme legislative, pratiche agricole sostenibili e una maggiore protezione delle foreste. Solo così sarà possibile preservare questi ecosistemi fondamentali per il pianeta.