Washington, D.C. — Un fronte trasversale di oltre 70 deputati democratici chiede al presidente Donald Trump di adottare misure più severe contro le case automobilistiche cinesi, minacciando la sicurezza nazionale e l’industria americana. La richiesta arriva dopo le recenti dichiarazioni di Trump, che aveva aperto alla possibilità di far operare aziende cinesi negli Stati Uniti.

La lettera, inviata alla Casa Bianca, riflette una rara convergenza bipartisan su un tema che sta preoccupando sempre più il Congresso: la crescente penetrazione di veicoli cinesi a basso costo nei mercati globali, inclusi quelli statunitensi.

Le misure proposte includono l’introduzione di dazi più elevati, un divieto di produzione negli USA e l’inasprimento delle restrizioni commerciali già in vigore. I firmatari temono che l’ingresso di queste aziende possa rappresentare una minaccia per i 10 milioni di posti di lavoro del settore automobilistico americano e per il 5% del PIL nazionale.

Le preoccupazioni dei democratici

Nella lettera, i deputati democratici sottolineano che l’industria automobilistica cinese non opera su un piano di parità, ma è sostenuta da una strategia statale volta a dominare i mercati globali attraverso sussidi governativi, finanziamenti a tassi inferiori al mercato e comportamenti non concorrenziali lungo tutta la catena di fornitura.

Un altro punto critico riguarda il rischio che i veicoli prodotti da aziende cinesi in Canada o Messico possano entrare negli Stati Uniti attraverso l’accordo USMCA, creando una “porta di servizio” per il mercato americano. I deputati chiedono quindi di vietare esplicitamente l’accesso a questi veicoli, indipendentemente dal luogo di produzione.

Le mosse dell’amministrazione Trump

Finora, sia l’amministrazione Biden che quella Trump hanno introdotto barriere significative, tra cui dazi elevati e il divieto di veicoli connessi. Tuttavia, i democratici chiedono un’azione ancora più decisa, invitando Trump a mantenere e rafforzare le misure esistenti e a impedire alle aziende cinesi di stabilire impianti di produzione negli USA.

La lettera è stata inviata in vista del prossimo incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per il mese prossimo. I firmatari temono che l’amministrazione possa allentare le restrizioni in cambio di accordi commerciali, compromettendo la sicurezza economica degli Stati Uniti.

«Qualsiasi tentativo di abbassare le barriere per le automobili cinesi o facilitare il loro ingresso nel mercato statunitense rappresenterebbe una minaccia diretta per la manifattura, i lavoratori e la sicurezza nazionale americana», si legge nella lettera.

Tra i firmatari della lettera figurano anche alcuni deputati repubblicani, segno di un raro consenso bipartisan su un tema che sta diventando sempre più urgente per l’industria automobilistica statunitense.