Quando la Corte Suprema statunitense accetta un nuovo caso, gli osservatori del settore controllano sempre chi rappresenta le parti in causa. È una prassi consolidata tra gli addetti ai lavori, che tengono traccia delle apparizioni dei principali avvocati d’alta corte. Quando la Corte ha concesso il *certiorari* nel caso T.M. v. University of Maryland Medical System Corporation, una causa per malasanità contro un sistema ospedaliero, l’attenzione si è concentrata su due nomi: Kannon Shanmugam di Paul Weiss, come legale del ricorrente, e Lisa Blatt di Williams Connolly, come rappresentante della parte convenuta.

Entrambi sono considerati titolari di fama nazionale nel panorama delle udienze alla Corte Suprema. Tuttavia, l’udienza odierna ha riservato una sorpresa: a prendere la parola non è stato Shanmugam, ma Elizabeth Prelogar, avvocato di Cooley LLP. La sua presenza sul verbale non era prevista nei documenti iniziali del caso, né nei successivi atti difensivi. Shanmugam rimane comunque indicato come *counsel of record*, ma Prelogar è ora ufficialmente parte del procedimento.

Questa sostituzione all’ultimo minuto è senza precedenti. Normalmente, in casi di questo calibro, un avvocato esperto affida la discussione orale a un collega o a un associato per offrire loro esperienza diretta. In altre situazioni, quando due studi legali di alto livello collaborano su un caso, si procede a una valutazione interna per decidere chi debba argomentare. Se i clienti sono più di uno, la scelta può diventare complessa, arrivando persino a risolversi con un sorteggio.

Ma in questo caso, la dinamica è diversa. Il caso è pro bono, il che significa che il cliente è una persona fisica, non un’istituzione con un reparto legale interno. Non ci sono stati consigli da parte di un ufficio legale aziendale su chi avrebbe dovuto rappresentare T.M. in udienza. Shanmugam, già coinvolto nella fase di *cert petition*, era da tempo al lavoro sul caso. Perché allora Prelogar è subentrata all’ultimo momento? Le motivazioni non sono chiare. Potrebbe esserci un conflitto di interessi non dichiarato, ma al momento non ci sono elementi concreti a supporto di questa ipotesi.

Un altro aspetto degno di nota è che questa è la prima udienza di Prelogar alla Corte Suprema dopo il suo ritorno alla pratica privata. In passato, ha subito diversi dinieghi di *certiorari* in casi come Stroble v. Oklahoma Tax Commission, Tuopeh v. South Dakota e Little v. Llano County. La sua improvvisa comparsa in questo caso solleva domande sulla strategia adottata e sulle dinamiche tra gli studi legali coinvolti.

Shanmugam, d’altro canto, non sembra aver subito ripercussioni. È ancora indicato come legale in un altro caso in programma la prossima settimana, Cisco Systems v. Doe, dove Chris Michel di Quinn Emanuel figura come *counsel of record*. Nonostante le apparenti difficoltà nel gestire due udienze consecutive alla Corte Suprema, Shanmugam ha dimostrato una capacità straordinaria di argomentare in tempi ravvicinati. Nel 2024, ad esempio, ha sostenuto due cause rispettivamente a febbraio e marzo. Nel 2021, ha argomentato in udienza il 10 e il 30 novembre. Nel 2020, ha partecipato a tre udienze in meno di due mesi: il 3 novembre, l’8 dicembre e il 19 gennaio. Anche nel 2018 ha sostenuto due udienze a distanza di pochi giorni, il 29 ottobre e il 7 novembre.

Fonte: Reason