Elon Musk ha sorpreso il mercato con un accordo inaspettato con Anthropic, un’azienda di intelligenza artificiale che fino a pochi mesi fa aveva definito "misanthropica". La partnership, annunciata in questi giorni, non solo consente a Musk di monetizzare la capacità di calcolo inutilizzata di SpaceX, ma rappresenta anche un colpo strategico contro il suo principale rivale, Sam Altman, cofondatore di OpenAI e principale competitor di Anthropic.
L’accordo arriva in un momento cruciale per entrambe le società. Anthropic, che ha registrato una crescita dell’80% su base annua nel primo trimestre del 2026 — ben oltre le previsioni iniziali del 10% — sta affrontando una carenza critica di risorse computazionali. Durante un recente convegno per sviluppatori, il CEO Dario Amodei ha ammesso che la domanda di potenza di calcolo ha superato di gran lunga le aspettative, costringendo l’azienda a imporre limiti di utilizzo ai clienti.
SpaceX, invece, possiede una capacità computazionale inutilizzata grazie al data center Colossus 1, che offre oltre 300 megawatt di potenza — l’equivalente di oltre 220.000 GPU Nvidia. Entro la fine del mese, questa capacità sarà messa a disposizione di Anthropic, permettendo all’azienda di soddisfare la domanda crescente senza ulteriori investimenti infrastrutturali.
Ma la collaborazione non si ferma qui. Secondo un comunicato ufficiale di SpaceX, Anthropic ha espresso interesse a sviluppare insieme progetti per una capacità di calcolo orbitale dell’ordine dei gigawatt, una mossa che potrebbe rivoluzionare il settore dell’AI distribuita nello spazio.
Dalla rivalità alla partnership: il calcolo strategico di Musk
Solo pochi mesi fa, Musk aveva attaccato pubblicamente Anthropic su X (ex Twitter), definendola "misanthropica" in risposta all’annuncio di una valutazione post-money di 380 miliardi di dollari. Oggi, invece, Musk afferma di essere "impressionato" dopo aver incontrato i vertici di Anthropic la scorsa settimana.
La trasformazione è emblematica di come la competizione nell’intelligenza artificiale possa spingere anche i rivali più accaniti a collaborare. Come ha sottolineato Ben Pouladian, analista di mercato tecnologico, su X:
«Il nemico di Elon è Sam. Il nemico di Dario è Sam. Il nemico del mio nemico è un partner di calcolo».
I vantaggi economici dietro l’accordo
Oltre alle dinamiche competitive, l’accordo ha un forte senso economico per entrambe le parti. Harrison Rolfes, analista di PitchBook, ha spiegato ad Axios che Musk ha una tendenza a sovradimensionare le infrastrutture rispetto alla domanda reale dei prodotti. Un esempio recente è rappresentato da OpenAI, che ha acquistato capacità computazionale originariamente destinata a xAI, l’azienda di AI di Musk.
«La capacità di Colossus 1 di xAI non è mai stata sfruttata appieno dalla base utenti di Grok», ha dichiarato Rolfes. Affittando questa capacità inutilizzata a Anthropic, Musk trasforma un asset costoso e inattivo in una fonte di ricavi ad alto margine per SpaceX, proprio in vista dell’attesa IPO prevista per giugno. Questo evita alla società di dover registrare una svalutazione multimiliardaria sulla capacità non utilizzata dei chip prima della quotazione.
Inoltre, SpaceX potrà presentarsi sul mercato con Anthropic come primo cliente di rilievo, rafforzando la propria posizione finanziaria.
Un accordo che non sarebbe stato possibile senza necessità reciproche
Tuttavia, Musk non avrebbe mai messo a disposizione questa capacità a un laboratorio di AI concorrente se avesse potuto sfruttarla internamente. Secondo quanto riportato da The Information, xAI utilizza attualmente solo l’11% del potenziale delle sue GPU, una percentuale che potrebbe essere dovuta a una combinazione di bassa domanda, scarsa ottimizzazione o entrambi.
In sintesi, l’accordo tra SpaceX e Anthropic rappresenta una mossa geniale dal punto di vista strategico ed economico, dimostrando come, nell’era dell’AI, anche le rivalità più accese possano lasciare spazio a collaborazioni vantaggiose per entrambe le parti.