La Cina domina il biotech: l'Occidente non reagisce
All'inizio del 2025, il settore biotech ha vissuto un vero e proprio "momento DeepSeek": i leader di farmaceutica e biotecnologie occidentali hanno realizzato, con preoccupazione, quanto rapidamente la Cina stesse avanzando in termini di innovazione, velocità nello sviluppo di farmaci e quota di accordi di licenza.
Nel 2020, le aziende farmaceutiche globali avevano investito circa 9 miliardi di dollari in asset farmaceutici cinesi tramite licenze. Entro il 2025, questa cifra è schizzata a oltre 137 miliardi di dollari. Solo nei primi due mesi del 2026, gli accordi hanno superato i 50 miliardi di dollari.
Come riportato in un documento del dicembre 2025 della National Security Commission on Emerging Biotechnology, "in soli tre anni, l'industria biotecnologica cinese è passata da una posizione quasi irrilevante a una posizione di dominio assoluto".
L'Occidente favorisce involontariamente la Cina
Questo straordinario avanzamento della Cina avviene, sorprendentemente, con il consenso (se non addirittura il sostegno) dei dirigenti farmaceutici occidentali, che stanno permettendo, di fatto, la distruzione del proprio settore.
Come co-presidente di un gruppo di lavoro del Council on Foreign Relations che indaga sulla dipendenza degli Stati Uniti dai farmaci generici cinesi, ho potuto constatare che circa il 60% dei farmaci generici americani contiene principi attivi provenienti dalla Cina. Alcune stime arrivano a indicare una percentuale compresa tra l'80% e il 90%.
Il dato preciso, tuttavia, rimane sconosciuto. La Food and Drug Administration (FDA) non monitora ufficialmente questa informazione, e una parte significativa dei farmaci importati negli USA proviene dall'India, che a sua volta acquista i precursori chimici dalla Cina.
Un rischio sistemico per la salute globale
La dipendenza dagli ingredienti farmaceutici cinesi rappresenta un rischio critico per la sicurezza sanitaria globale. In caso di interruzione delle forniture o di conflitti geopolitici, interi sistemi sanitari potrebbero trovarsi in grave difficoltà.
Nonostante ciò, le aziende occidentali continuano a delocalizzare la produzione e a dipendere da partner cinesi, accelerando involontariamente il declino della propria industria.
"La Cina non sta solo competendo con l'Occidente: sta costruendo un ecosistema capace di dominare il futuro della medicina globale."
Cosa può fare l'Occidente per invertire la rotta?
Per contrastare questa tendenza, gli esperti suggeriscono una serie di misure urgenti:
- Rinforzare la produzione locale di principi attivi e farmaci finiti, riducendo la dipendenza dalla Cina.
- Investire in innovazione e ricerca per recuperare il divario tecnologico.
- Rivedere le politiche commerciali che favoriscono la delocalizzazione verso paesi a basso costo.
- Promuovere la trasparenza nella catena di approvvigionamento farmaceutico, obbligando le aziende a dichiarare l'origine degli ingredienti.
- Sviluppare alleanze strategiche con paesi alleati per garantire approvvigionamenti alternativi.
Senza un intervento deciso, il dominio cinese nel settore biotech e farmaceutico rischia di diventare irreversibile, con conseguenze drammatiche per l'economia e la salute globale.