La rapper australiana Iggy Azalea, il cui nome reale è Amethyst Amelia Kelly, è stata citata in giudizio per una class action che la accusa di aver promosso in modo ingannevole la sua criptovaluta MOTHER, causando gravi perdite finanziarie agli investitori.

La denuncia, depositata dallo studio legale specializzato in criptovalute Burwick Law presso il tribunale distrettuale meridionale di New York, sostiene che Azalea abbia pubblicizzato MOTHER come unico mezzo per accedere al suo casinò online MOTHERLAND e per ottenere sconti con l'operatore mobile Unreal Mobile.

Tuttavia, secondo la causa, il casinò non dipendeva esclusivamente da MOTHER, ma accettava anche stablecoin come tether (USDT). Inoltre, l'integrazione con Unreal Mobile non è mai avvenuta, come riportato nella denuncia.

Il valore di mercato di MOTHER, che secondo CoinGecko aveva raggiunto un picco di quasi 150 milioni di dollari, è crollato a soli 1,2 milioni di dollari. Anche Dream Vault, un altro progetto di lusso lanciato da Kelly, avrebbe promesso un utilizzo esclusivo di MOTHER, promesse che, secondo la causa, non sono mai state mantenute.

La denuncia afferma che le promesse relative all'utilità di MOTHER, al supporto del mercato e ai diritti di accesso erano «limitate, incomplete, contraddittorie, temporanee o mai rispettate». Gli investitori sarebbero stati quindi indotti in errore, con una rappresentazione fuorviante dell'economia del token e della reale distribuzione delle partecipazioni. Azalea aveva dichiarato di detenere solo il 3% dell'offerta totale, ma analisti come Bubblemaps hanno rilevato che il 20% dei token era stato acquistato da insider prima del lancio pubblico, per poi essere venduto con un profitto di 2 milioni di dollari.

La causa chiede il risarcimento dei danni subiti dagli investitori, accusando Azalea di pratiche ingannevoli, pubblicità falsa, rappresentazione negligente e arricchimento ingiusto.

Segnali di utilizzo di IA nello studio legale

Lo studio legale Burwick Law è stato recentemente costretto a scusarsi e a correggere errori di citazione e grammaticali nel suo ricorso contro la piattaforma di memecoin Pump Fun. Secondo la nota ufficiale, tali errori «non hanno influenzato alcun argomento legale sostanziale», ma potrebbero indicare un possibile utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale.

Anche nella causa contro Azalea emergono strutture complesse, punti e trattini, oltre a frasi brevi che aprono i paragrafi senza aggiungere informazioni rilevanti. Protos ha contattato sia Burwick Law che l'agenzia di talenti di Azalea, United Talent Agency, ma al momento non ha ricevuto risposta.

Fonte: Protos