La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente indebolito il Voting Rights Act, una decisione che ha scosso il sistema elettorale americano. Tuttavia, dietro questa sentenza si cela una figura controversa: Phillip 'Bert' Callais, il querelante principale nel caso Louisiana v. Callais.

Secondo quanto riportato da Democracy Docket, Callais non è solo un attivista conservatore, ma anche un partecipante all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Le sue convinzioni includono la negazione della legittimità delle elezioni statunitensi, una posizione che ha condiviso apertamente sui social media.

Prima della protesta del 2021, Callais aveva pubblicato foto e video dal luogo dell'evento, definito come una manifestazione del movimento Stop the Steal. Il suo profilo Facebook è disseminato di contenuti pro-MAGA, attacchi alle vaccinazioni e critiche verso qualsiasi figura politica a sinistra di Donald Trump.

La discrepanza tra la sua immagine pubblica e la descrizione fornita nella causa legale è evidente. Nel reclamo originale, Callais veniva presentato come un «elettore non afroamericano» di Brusly, in Louisiana, il cui distretto congressuale era stato modificato a seguito della ridefinizione dei confini elettorali dello stato. Inoltre, veniva menzionato come membro di una commissione locale nel 2024.

In realtà, Callais si è rivelato essere un attivista partigiano, profondamente radicato nelle teorie del complotto di destra sulle elezioni. Sul suo profilo X, ha commentato un post di Elon Musk nel dicembre 2025, scrivendo: «Questo è pazzesco, gli stranieri votano nel nostro Paese». Nel febbraio di quest'anno, ha espresso dubbi sulla sicurezza delle elezioni, e a gennaio ha definito il sistema di voto «manipolato», sostenendo che l'unica soluzione fosse il conteggio manuale delle schede cartacee.

Callais ha anche minimizzato le preoccupazioni riguardo all'impatto dell'eliminazione del voto per corrispondenza su elettori disabili o anziani, affermando in un post di febbraio: «Trovate qualcuno che vi porti alle urne. Non lasciate che la vostra disabilità metta a rischio il resto del Paese».

Solo pochi giorni dopo la sentenza della Corte Suprema, Seth Keshel, noto negazionista delle elezioni e citato dal New York Times per le sue affermazioni infondate sul presunto frode elettorale, ha pubblicato una foto su X in cui stringe la mano a Callais. Questo episodio rafforza l'ipotesi di una strategia organizzata da parte dei conservatori per modificare le modalità di voto degli americani, assecondando teorie del complotto prive di fondamento.

Con un querelante come Callais, politici e finanziatori repubblicani hanno potuto promuovere una causa legale mirata a smantellare le leggi che proteggono le elezioni dall'interferenza partitica. Le sue convinzioni radicali sembrano essere state determinanti per ottenere il risultato desiderato.